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INVESTIMENTI E CALCIO – Calcio, un fatturato record nel 2018-19: poi però il coronavirus…

13 Luglio 2020by Staff0

Una grande abbuffata prima di una delle crisi più gravi della storia. La pandemia Covid-19 avrà infatti un peso enorme sui bilanci del calcio, ma i club possono consolarsi pensando che i guai arrivano dopo un’annata niente male. A dirlo è la 29esima edizione dello studio “Annual Review of Football Finance” redatto dallo Sports Business Group di Deloitte, che non tiene conto dei ricavi legati alla gestione del parco calciatori, ma solo dei proventi da diritti tv, commerciali e stadio. Numeri alla mano, i campionati europei “big five” hanno generato un fatturato record di 17 miliardi nella stagione 2018/19, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Il mercato europeo del calcio, nel suo insieme, ha generato un record di 28,9 miliardi di euro. La crescita è stata trainata dai “big five” dei campionati europei, che hanno beneficiato di ulteriori 700 milioni di euro distribuiti dalla Uefa. In testa sempre la Premier League, poi Liga spagnola, Bundesliga, Serie A (crescita dei ricavi a 2,5 miliardi di euro) e Ligue 1.

Premier League: ricavi a quasi 6 miliardi  di euro

I ricavi complessivi dei club della Premier League hanno superato i 5,9 miliardi di euro nella stagione 2018/19, con un aumento su base annua del 7%. In termini di entrate, la Premier supera del 73% il suo concorrente più vicino, la Liga spagnola. La crescita delle entrate delle società d’Oltremanica nel 2018/19 ha permesso di spendere risorse aggiuntive per i talenti. Il rapporto salari-ricavi complessivi dei club inglesi è aumentato dal 59% al 61%, mentre gli utili operativi sono diminuiti del 5% nel 2018/19 fino ad arrivare a 935 milioni di euro, comunque il terzo livello più alto mai registrato. Ciononostante, i club della Premier League hanno registrato una perdita al lordo delle imposte di 187 milioni di euro nel 2018/19 – una riduzione di circa 670 milioni di euro rispetto all’anno precedente – a causa della diminuzione degli utili di scambio dei giocatori e delle crescenti spese di ammortamento. La polarizzazione delle entrate tra e all’interno dei campionati di calcio europei continua a crescere. Questa tendenza sara’ probabilmente aggravata dalla pandemia di Covid-19, poiché i club più grandi saranno potenzialmente più protetti dal punto di vista contrattuale rispetto ai club minori, che dipendono molto di più da entrate di giornate di partite e dagli accordi commerciali della singola stagione.

Liga spagnola supera per entrate Bundesliga

I club della Liga spagnola hanno generato entrate complessive per 3,4 miliardi di euro nel 2018/19. La crescita del fatturato registrata di oltre 300 milioni di euro (10%) nella stagione 2018/19 è la seconda più alta tra i “big five” dei campionati, permettendo di superare così la Bundesliga (€ 3,3 miliardi) in termini di entrate. I club della Bundesliga hanno conseguito un’impressionante crescita dei ricavi di 177 milioni di euro (6%) per la stagione 2018/19, a seguito dell’aumento dei ricavi delle trasmissioni (19%) derivante da un incremento delle entrate contrattuali annuali per i diritti interni. Tuttavia, il ritorno precedente alle partite in Bundesliga durante l’interruzione della stagione 2019/20 vedrà probabilmente il campionato tedesco registrare ricavi più alti rispetto alla Liga. Si prevede che la Liga tornerà ad essere il secondo campionato d’Europa in termini di entrate dal 2020/21, grazie all’aumento delle entrate per diritti di trasmissione.

Ricavi Serie A a 2,5 miliardi ma cresce il rosso

In Serie A (2,5 miliardi di euro) e Ligue 1 (1,9 miliardi di euro) si è osservata una forte crescita dei ricavi, con aumenti rispettivamente dell’11% e del 12%. In Italia, l’avvio di un nuovo accordo triennale sui diritti dei media ha comportato un aumento delle entrate delle trasmissioni dell’11%. I club francesi hanno generato ulteriori 110 milioni di euro per le entrate della trasmissione grazie al miglioramento delle prestazioni dei club nelle competizioni Uefa. Tuttavia, dopo due stagioni consecutive di utili operativi, il massimo campionato italiano ha registrato una perdita operativa di 36 milioni di euro a causa di un rapido incremento dei salari. La Serie A cerca di recuperare il terreno perduto nei confronti di Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1, puntando su una crescita dell’appeal internazionale e sullo sviluppo di capacità di broadcasting proprie. Gli accordi sui diritti tv nazionali e internazionali scadono alla fine della stagione 2020/21, e la Serie A sta valutando la possibilità di aprire ad investimenti di Private Equity e/o alla creazione di una propria piattaforma in collaborazione con una terza parte. Le prossime decisioni prese dai club di Serie A saranno fondamentali per ridurre il gap di fatturato con Germania e Spagna. Secondo Deloitte, un ritorno alla profittabilità del calcio Italiano passa dal crescente interesse di investitori internazionali e da un approccio normativo e di governance più solido.

Le perdite provocate dalla pandemia 

La pandemia di Covid-19 provocherà una significativa riduzione delle entrate nel calcio italiano ed europeo. Il ritorno al calcio giocato sarà importante per limitare l’impatto finanziario determinato dall’emergenza sanitaria, ma rimane incertezza sui tempi del ritorno dei tifosi negli stadi e sull’impatto su partner commerciali e broadcaster. L’analisi di Deloitte Sports Business Group prevede che l’interruzione della stagione 2019/20 ridurrà i ricavi dei club della Premier League di circa 1,1 miliardi di euro. Di questi, circa il 50% è definitivamente perso principalmente a causa della perdita di entrate relative alle giornate delle partite e degli sconti sui contratti di trasmissione e commerciali delle gare posticipate e giocate a porte chiuse. Il resto sarà posticipato fino alla stagione 2020/21, a causa del ritardo di quasi un quarto di quella in corso oltre il 30 giugno. Di conseguenza, e nonostante la potenziale interruzione possa continuare nella stagione 2020/21, si potrebbero registrare livelli record di entrate.

 

fonte: repubblica.it

Staff


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