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Perché i grandi gruppi investono nel calcio proprio ora?

22 Marzo 2021by Staff0

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Interessante articoli/Inchiesta de linkiesta.it: In Serie A sono arrivati nuovi proprietari stranieri che hanno acquistato Roma, Parma e Spezia. Nel 2020 la bolla economica dello sport si è sgonfiata: per qualcuno è un’occasione d’oro da sfruttare prima che il business torni a crescere.

 

Un paio di settimane fa lo statunitense Robert Platek ha acquistato lo Spezia Calcio in un’operazione da circa 40 milioni di euro. Lo stesso Platek l’anno scorso aveva messo nel suo portafogli il Sønderjysk Elitesport, squadra della massima serie danese, e la squadra portoghese di seconda divisione Casa Pia AC. Platek è un socio della Msd Capital, società d’investimento fondata nel 1998 per gestire il patrimonio di Michael Saul Dell – fondatore e presidente della Dell Technologies – una delle maggiori aziende informatiche al mondo.

Gli ultimi investimenti nel calcio Platek li ha fatti a titolo personale. Ma la presenza della Msd Capital sullo sfondo non è casuale: al momento è una delle società d’investimento più attive nel calcio, in una fase in cui i grandi fondi stanno puntando su club e campionati sportivi. Il motivo è piuttosto semplice e riguarda un cambiamento strutturale precedente alla pandemia che aveva già attirato i primi investitori: «Dall’inizio degli anni ‘90 il boom dello sport in televisione, con le pay-tv e l’impennata della vendita dei diritti televisivi, ha costruito un nuovo modello di business intorno al calcio, rendendolo una vera industria di intrattenimento e di conseguenza sempre più attraente dal punto di vista finanziario per gli investitori, sia come potenziali partner commerciali sia come proprietari», scrive Kpmg.

I numeri della Uefa certificano questa trasformazione: il mercato del calcio europeo è cresciuto tra il 2010 e il 2018 da 13 a 21 miliardi di euro in termini di ricavi operativi (+65%). Non sorprende che i cinque grandi campionati di calcio europei siano entrati nella lista dei mercati più interessanti per investitori di ogni tipo.

Con l’arrivo della pandemia la bolla del calcio si è almeno parzialmente sgonfiata, creando condizioni di investimento particolarmente interessanti, soprattutto per chi è pronto a scommettere su una rapida ripresa di tutto il settore. E Msd Capital si è ritagliata un ruolo da protagonista, come racconta il Financial Times.

«Fondata nel 2009 – scrive Samuel Agini sul quotidiano britannico – Msd gestisce circa 19 miliardi di dollari, con investimenti in immobili, credito e molto altro. Nell’ultimo anno ha prestato quasi 80 milioni di sterline al Southampton, squadra di Premier League; ha fornito circa 200 milioni di sterline alla società Alk Capital per l’acquisizione del Burnley; poi ha concesso un altro prestito, al Derby County, uno storico club inglese».

La mission dell’azienda, almeno quella che si può leggere sul sito, è «fare investimenti che generino costantemente rendimenti superiori a lungo termine». Già nel 2017 Msd Capital aveva finanziato parte dell’acquisto dei Miami Marlins, franchigia americana di baseball, in un’operazione da 1,2 miliardi di dollari. E ha investito anche in due franchigie della National Hockey League (Nhl, la massima divisione di hockey) degli Stati Uniti, i St. Louis Blues e i Dallas Stars.

Anche nel calcio investiva da prima del 2020, ma la pandemia ha cambiato le carte in tavola: la Premier League, la competizione calcistica più ricca del mondo, stima che ogni mese senza tifosi negli stadi costa alle squadre inglesi 100 milioni di sterline. «I club hanno bisogno di liquidità e Msd ha molto denaro», ha detto al Financial Times, semplificando al massimo l’assunto, Kieran Maguire, docente di finanza calcistica presso l’Università di Liverpool e autore del saggio “The Price of Football”.

C’è un elemento che rende gli accordi con Msd particolarmente appetibili, per i club: i prestiti a lunga scadenza. «Storicamente – scrive il Financial Times – i prestiti ai club sono spesso a breve termine o soggetti a rinnovo annuale, soprattutto per quelli al di fuori delle grandi squadre della Premier League. Le banche ragionano quasi sempre a breve termine nel calcio. Intanto Msd ha già prestato circa 170 milioni di sterline ai club inglesi, proponendo un servizio che le banche non offrono».

In un’inchiesta pubblicata a inizio settimana, il Guardian ha evidenziato il rischio di affidarsi a un’azienda come Msd. Southampton, Burnley, Derby e Sunderland hanno contratto prestiti multimilionari da Msd o dai partner senior di Msd. E in alcuni casi hanno ipotecato asset importanti. Il Southampton, l’unico club ad aver dichiarato la cifra del prestito da Msd, paga un interesse del 9,14% su un prestito di 78,8 milioni di sterline contratto durante la pandemia dello scorso giugno: 7,2 milioni di sterline di interessi all’anno, con un debito che dovrebbe estinguersi nel 2025. Il Derby County, invece, ha dato come garanzia per il prestito il suo stadio, Pride Park.

«Per motivi che possiamo ricondurre alla loro reputazione, le banche commerciali non vogliono mettersi in una posizione imbarazzante e vedersi costrette a mettere le mani su uno stadio o su un centro sportivo di un club per recuperare il debito: questo farebbe imbestialire migliaia di tifosi», dice il Financial Times.

Ovviamente Msd non è l’unico investitore interessato allo sport nell’ultimo anno. Linkiesta aveva già raccontato l’interesse di Cvc Capital Partners, società di private equity, ad entrare nella Serie A. E proprio nel massimo campionato italiano, oltre Robert Platek, ultimamente sono arrivati diversi investitori stranieri che hanno visto un’opportunità di business. Prima dello Spezia, il Parma era passato nelle mani dell’imprenditore statunitense Kyle Krause. Giusto qualche settimana dopo l’annuncio ufficiale dell’acquisizione della Roma da parte di Dan Friedkin.

In qualche modo, come spiega la società di consulenza Kpmg in un’analisi, questi investitori che guardano al calcio europei – dagli imprenditori locali ai miliardari stranieri, dalle società di private equity ad altri gruppi – provano a massimizzare i loro guadagni acquistando società con diversi asset che potrebbero valorizzarsi in un futuro non lontano.

«Con la pandemia molti club hanno subito un calo significativo del loro valore di mercato, rendendoli un potenziale obiettivo di investimento. Oltre all’opportunità di acquistare un club a un prezzo relativamente basso, gli investitori potrebbero essere attratti dalla possibilità di acquisire giocatori di grande valore a prezzo di saldo nelle prossime finestre di mercato, a causa del bisogno di liquidità di alcuni club», dice Andrea Sartori, Global Head of Sports di Kpmg.

Inoltre oggi una società di calcio può contare su una ricchezza che si estende anche oltre lo stadio, la squadra, i risultati sul campo. Un esempio sono gli e-sport, comparto in cui alcuni club hanno creato una loro divisione per esplorare un mercato sostanzialmente nuovo (almeno per loro). Lo Schalke 04, club tedesco in profonda crisi economica, ha un un debito di oltre 200 milioni di euro a bilancio. Per questo la dirigenza starebbe pensando di vendere il proprio posto nel campionato e-sport di League of Legends – l’investimento del 2019 è di 8 milioni di euro – per una cifra vicina ai 20 milioni. In questo momento di crisi per lo Schalke 04 quello slot nel torneo virtuale è un peso e un costo. Ma per un’altra società potrebbe essere in futuro un nuovo asset da valorizzare e con cui generare profitto.

 

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