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Staff

22 Settembre 2020

Commisso, Friedkin e Elliot: i big del calcio

Oggi sono tra i più ricchi proprietari di club di calcio in Italia. E sono tutti americani. Commisso, Friedkin e Elliot, rispettivamente i patron di Fiorentina, Roma e Milan, sono stati inseriti nella classifica dei 400 miliardari più facoltosi degli Stati Uniti, classifica stilata con la solita attenzione per i particolari dalla rivista Forbes.
Prima di diventare miliardari di successo, tutti e tre hanno condotto una vita (quasi) normale. E oggi, tra filantropia, attivismo politico, passioni cinematografiche e affari da milioni di dollari sono imprenditori di successo e sono a capo delle tre squadre di calcio italiane. Ecco i loro segreti. E ecco dove hanno scoperto la passione per il nostro calcio e i nostri colori.

Commisso, dalla Calabria alla discoteca per italo-americani

Nato il 25 novembre 1949 a Marina di Gioiosa in una famiglia operaia (il padre era un falegname), Commisso è il fondatore e Ceo della società Mediacom, con sede a Chester, New York, e da circa un anno è il nuovo proprietario della Fiorentina dopo aver preso il testimone dalla famiglia Della Valle (Diego e il fratello Andrea si sono alternati alla guida della società viola).
Secondo Forbes è il più ricco proprietario di club italiani di calcio, con un patrimonio di 5,5 miliardi di dollari.
La Mediacom Communications Corporation è un’azienda di telecomunicazioni statunitense che produce e distribuisce servizi di televisione via cavo, internet, piani tariffari telefonici. Commisso l’ha fondata dopo essere emigrato in America nel 1962, all’età di 12 anni: come primo lavoro suonava la fisarmonica durante le pause tra un tempo e l’altro nei cinema.
Commisso ha anche un passato nel calcio. Anzi, nel «soccer». Grazie alle sue abilità nel calcio, sport che è stato sempre molto diffuso in America a livello studentesco e universitario, si era guadagnato una borsa di studio alla Colombia University, dove si è laureato in Ingegneria industriale. Diversi anni dopo, nel 2013, la stessa Università avrebbe intitolato il proprio stadio «The Rocco B. Commisso Soccer Stadium», come riconoscenza per le molteplici donazioni fatte dall’imprenditore italo-americano alla celebre Università di New York e al campus.

L’arrivo di Rocco alla Fiorentina

Sposato con due figli, il funambolico magnate vuole esser chiamato Rocco, mai «Mr Commisso».
Il 6 giugno 2019 viene ufficializzato l’acquisto della Fiorentina dai fratelli Della Valle per una cifra stimata tra i 160 e i 170 milioni di euro.
Si presenta sempre con sciarpa e cravatta viola e ha una precisa idea sul calcio italiano e americano: «Il calcio americano non voglio dire che fa schifo, qui in Italia la politica non va tanto bene ma il calcio è fenomenale. Lì la politica… è più facile fare cose che in Italia ma il calcio lasciamolo stare, okay?».

Dan Friedkin: il filantropo texano

Nato il 27 febbraio 1965 a San Diego, in California, ma texano d’origine, Friedkin è conosciuto in Italia per esser il nuovo presidente della Roma. Si laurea alla Georgetown University ottenendo un master in Business administration alla Rice University. Oggi risiede a Houston, in Texas, con la moglie e quattro figli. Friedkin si è contraddistinto anche per la sua attività filantropica e ultimamente si è attivato per preservare 6 milioni di acri di terreno vergine in Tanzania.

Paul Elliott Singer, dalla laurea in psicologia al “fondo avvoltoio”

Con un patrimonio di 3,6 miliardi (222esimo posto secondo Forbes), Paul Elliott Singer dal 2018 è a capo (attraverso il fondo Elliott) dell’AC Milan. Nato da una famiglia ebrea a New York il 22 agosto 1944, il padre era un farmacista e la madre casalinga. Consegue la laurea in psicologia all’Università di Rochester nel 1966 e una laurea in legge alla Harvard Law School nel 1969.


17 Settembre 2020

Una pioggia di soldi sulla Serie A? Forse, ma non da subito. La Lega ha dato il via libera alle trattative con i fondi di private equity interessati ad entrare nella media company che gestirà i diritti televisivi e non solo del massimo campionato di calcio italiano. Un semaforo verde votato all’unanimità dalle venti società, nel corso dell’assemblea balzata agli onori delle cronache più per la positività al Covid-19 di Aurelio De Laurentiis che per la possibilità di vedere investire i grandi fondi nel calcio nostrano. I nomi, però, circolano ormai da parecchio tempo: da un lato la cordata composta dal fondo britannico Cvc, dagli americani di Advent e dagli italiani di Fsi; mentre dall’altro concorrono Bain Capital e Neuberger Bernman. La trattativa prevede l’acquisizione del 10% di una nuova società, una newco, per la quale i club di Serie A hanno dato l’assenso alla creazione.

Che cosa ha deciso l’assemblea della Lega Serie A?

La media company che la Lega Serie A intende creare è il cavallo di battaglia di Paolo Dal Pino, presidente della Lega, che ha ribadito di intendere questa come «la soluzione», senza più prevedere una cessione dei vari pacchetti televisivi affidandosi ad intermediari. Almeno non dopo il triennio 2021-2024, quello per il quale si dovrà avviare una nuova asta in maniera tradizionale. Dopo questo periodo, toccherà alla newco trattare direttamente con le emittenti che intenderanno acquisire i diritti di trasmissione delle partite di Serie A. Resta ancora da sciogliere il nodo del canale di lega, un’idea avanzata in passato dagli spagnoli di Mediapro, che non sarebbe comunque esclusa a priori dalla situazione approvata di recente dalla Lega.

Chi sta trattando con la Lega Serie A per i diritti media?

La base della trattativa partirebbe dalla cessione del 10% della media company ai partner interessati, ovvero ai fondi entrati in trattativa con la Lega Serie A. Il controvalore delle quote messe in vendita si aggirerebbe sul miliardo e mezzo di euro, soldi che andrebbero direttamente nelle casse dei venti club della massima serie, garantendo circa il 15% degli utili generati annualmente. Nel caso della proposta di Cvc, Advent e Fsi, il contratto sarebbe a vita, mentre Bain vorrebbe assicurarsi la partnership per 50 anni. Per la Serie A sarebbe una chance per non perdere nell’immediato le cifre attualmente previste dai contratti televisivi (circa 1,4 miliardi all’anno) e per tentare di innalzare l’asticella in vista delle prossime stagioni.

In realtà, la Serie A deve ancora toccare con mano l’effetto Covid-19 sul valore dei propri diritti televisivi. La Bundesliga per il quadriennio 2021-2025, ha dovuto infatti rinunciare ad un miliardo di euro complessivo rispetto alle previsioni della Lega (Dfl), che si era posta come obiettivo 1,35 miliardi a stagione. I club tedeschi, invece, porteranno a casa 1,1 miliardi annui, anche a causa della crisi economica scatenata dalla pandemia. Meno della Ligue 1, che ha venduto i propri diritti televisivi a Mediapro per 1,15 miliardi annui per il periodo 2020-2024. Si attendono invece i nuovi accordi di Liga e Premier League, con i colossi inglesi che sono andati al ribasso già per il triennio attualmente in corso (da 5,1 a 4,5 miliardi di sterline per l’intero periodo), ma restano saldamente in testa per proventi televisivi nazionali ed esteri.

Per gli spettatori cosa potrebbe cambiare?

L’unica domanda degna di nota, da parte di tifosi e spettatori, è però una: cosa cambierebbe in questo modo? Probabilmente nulla, perché la cessione dei diritti televisivi della Serie A resterà immutata. Cambia soltanto il venditore, che non sarà più un intermediario scelto dalla Lega, ma la Lega stessa tramite una società da essa stessa creata, con partner pronti ad investire. Quindi Sky, Dazn o eventuali nuovi player disposti ad acquisire i diritti televisivi della massima serie calcistica resteranno in corsa per trasmettere le partite della A.

Se la Serie A vuole raccogliere cifre maggiori dai propri diritti media, però, sarà provvidenziale l’entrata in corsa di nuovi broadcaster. Amazon sta facendo le proprie valutazioni per proporre le partite in streaming sul servizio Prime Video, come già fatto per la Premier League. Un’altra possibilità è quella rappresentata da Netflix, che però allo stato attuale non appare essere interessata all’acquisizione dei diritti televisivi della Serie A. Non per il periodo 2021-2024, almeno, per il quale sarà organizzata un’asta alla vecchia maniera. Dalla stagione 2024/25 in poi, invece, potrebbe scattare la rivoluzione. Non soltanto per l’ingresso di fondi pronti ad investire nel calcio italiano, ma anche nelle modalità di fruizione delle partite da casa.


11 Settembre 2020

Post alla compagna: “Mi hai reso l’uomo più felice del mondo”

Redazione ANSA
ROMA


News

(ANSA) – ROMA, 11 AGO – Dopo l’annuncio social della compagna
Agustina Gandolfo, anche Lautaro Martinez ha manifestato tutta
la sua felicità per la nascita del futuro figlio della coppia
argentina: “Ringrazio la vita per tutto quello che devo vivere,
per avere una persona come te al mio fianco. Grazie per avermi
reso l’uomo più felice del mondo. Ti amo Agus. Ti aspettiamo che
diventiamo più grandi” si legge nel post su Instagram del
giocatore interista. (ANSA).

   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA


9 Settembre 2020
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Calciatori truffati – La notizia della truffa da 30 milioni di euro ai danni di Antonio Conte ha riportato in auge il tema degli investimenti errati da parte di calciatori e allenatori fuori dal campo e di soggetti pronti ad approfittarne per arricchire le proprie tasche a loro discapito.

Della questione ha parlato in settimana anche il CT della Nazionale, Roberto Mancini, il quale ha voluto ammonire sopratutto i giovani: «Potrei scrivere un libro: ‘Come aiutare i giovani calciatori a non farsi rubare i soldi’! Purtroppo mi sono imbattuto in qualche malfattore. Disavventura capitata anche ad altri, l’inesperienza danneggia molti atleti».

«Il calciatore è giovane, guadagna cifre enormi ma non dà importanza ai soldi. E i truffatori gli girano intorno. Il mio consiglio è quello di affidarsi a professionisti. Bisogna avere un avvocato e un commercialista seri», ha aggiunto Mancini, che perse 1,4 miliardi di lire nel crac della Cofiri, una finanziaria di Tarquinia che un giorno si dissolse come neve al sole.

«In molti pensano di aprire delle attività per le quali tuttavia spesso non sono preparati, perché anche per gli imprenditori si tratta di una strada complessa. Avere grande disponibilità economica e pensare di poter fare l’imprenditore senza esperienza, magari anche mal consigliati, è un grosso pericolo per i calciatori: il rischio è che si crei un circolo vizioso, in cui l’investimento sbagliato porta ad erodere il capitale, cercando poi di ampliare nuovamente il proprio capitale con altri investimenti», aveva invece spiegato a Calcio e Finanza Massimo Paganin, ex calciatore e oggi co-responsabile del “Dipartimento Senior” dell’AIC.

Calciatori truffati: le parole dell’esperto

«Istinto e impulsività possono condizionare fortemente la razionalità di un investitore limitando i risultati. A guidare le decisioni di investimento deve essere una strategia chiara. Questo vale per i calciatori che dispongono di grandissimi capitali ma ancor di più per gli investitori comuni», aveva raccontato Vincenzo Cuscito, Senior Investment Consultant di Moneyfarm, società premiata tra i migliori Gestori Patrimoniali 2020.

«La vera differenza la fa affidarsi a un consulente finanziario indipendente, che sappia guidare l’investitore verso il raggiungimento dei propri obiettivi, gestendo il rischio di conseguenza. Troppi ancora si fanno trascinare dall’euforia o si affidano a consigli di parenti e amici o, ancora peggio, di “sedicenti” esperti”», ha aggiunto.

Calciatori truffati: dal caso Buffon-Zucchi alle disavventure finanziarie di Van Basten

Il caso di Antonio Conte è solo l’ultimo di una lunga serie di investimenti non produttivi per protagonisti del mondo del calcio. Come lui anche l’ex difensore Alessandro Gamberini è stato raggirato da due suoi ex amici di Prato ed un banchiere per una cifra intorno a 1,6 milioni. Gamberini credeva di aver investito:

  • 1 milione in un fondo obbligazionario al 3% (scontento della gestione della banca precedente che gli fruttava solo lo 0,7% annuo), rivelatosi inesistente;
  • 620.000 euro in una fideiussione che non si ricordava neanche di aver firmato. Questi soldi sono stati usati dai due truffatori per coprire i loro debiti e comprare delle case.

Tra chi ha sbagliato investimenti c’è invece Gianluigi Buffon. Il portiere della Juventus, allenato da Conte sia in bianconero sia in Nazionale, nel 2009 ha investito nella Zucchi, società attiva nel settore tessile. Nel giro di 18 mesi, tra il gennaio 2013 e il giugno 2014, ha perso qualcosa come 48 milioni:

  • 24 per il deprezzamento del suo pacchetto azionario (Buffon deteneva il 56% della società), sceso da 42,3 a 18,6 milioni;
  • 24 milioni serviti per le ricapitalizzazioni del 2011 e del 2013.

Protagonisti di un pessimo investimento sono stati anche Bobo Vieri e Christian Brocchi, gli amici della Baci e Abbracci. I due avevano investito nella BFC&co, una società di commercio all’ingrosso che vendeva prodotti di ogni tipo dagli utensili da cucina agli articoli da giardino, acquisendo 50% delle quote (25% a testa). Nel 2009 ne fu dichiarato il fallimento da 14 milioni di euro. In passato era già finita in liquidazione un’altra loro società, la “Pbc Credit & Finance”.

Da non dimenticare anche l’ex campione del Milan e della nazionale olandese, Marco Van Basten, che nella sua autobiografia “Fragile“, scritta assieme al giornalista Edwin Schoon ed edita in Italia da Mondadori, racconta con dovizia di particolari le disavventure finanziarie affrontate dopo il ritiro dal calcio giocato.

Calciatori truffati: le miniere peruviane di Roberto Baggio e la truffa romana 

Un altro ex calciatore, che ha rappresentato sia la Nazionale che la Juventus, protagonista di un investimento non andato a buon fine è Roberto Baggio. Il Divin Codino negli anni 90, in compagnia di Alessandro Costacurta, Massimo Carrera, Sebastiano Rossi e tanti altri nomi del mondo del calcio, investì e perse 7 miliardi di lire nella Imisa, società che sosteneva di essere la licenziataria esclusiva per l’estrazione di una rara qualità di marmo nero da cave peruviane.

Baggio fu convinto ad investire parte dei suoi risparmi da un “amico” promotore finanziario. I soldi raccolti dai promotori venivano smistati in una banca di San Marino e poi girati ad un’altra banca, la New Bank Limited di Saint Vincent e Grenadines (Caraibi). Qui i soldi sparivano nel nulla, tanto che il truffaldino istituto bancario fu poi chiuso dal Bureau americano per riciclaggio.

A Roma diversi giocatori sono stati coinvolti nella medesima truffa da parte di un concessionario della capitale. Mexes, Ferrari e Vucinic avevano acquistato auto lussuose dal medesimo soggetto, il quale vendeva le auto, incassava i soldi ma non era in grado di fare il passaggio di proprietà perché queste le macchine non erano di proprietà del concessionario ma in leasing.

Calciatori truffati: gli ex rossoneri Tassotti, Donadoni, Galli e il brand A-Z di Zlatan Ibrahimovic

Tra i calciatori i cui investimento non hanno funzionato sono presenti infine diversi ex milanisti. In particolare Mauro Tassotti, Roberto Donadoni e Giovanni Galli investirono i loro soldi (500 milioni di lire il primo, 1 miliardo gli altri due) in una finanziaria  che da un giorno all’altro chiuse i battenti. Le cronache raccontano che la moglie del portiere svenne al telefono quando l’avvocato le comunicò la perdita del capitale investito dal marito.

Anche Zlatan Ibrahimovic, che i tifosi rossoneri sperano vestirà ancora la maglia del Milan nella prossima stagione, si è reso protagonista di un affare che ha causato la perdita di diversi milioni con il il brand di moda A-Z «From Amateur to Zlatan». Il marchio nato nel 2016 dalla collaborazione tra Ibrahimovic e Varner, un gruppo norvegese specializzato in abbigliamento, ha chiuso dopo soli due anni. Il gruppo norvegese ha dichiarato ufficialmente conclusa la collaborazione con Ibrahimovic nell’agosto del 2018, il che ha comportato una perdita di 20 milioni per l’asso svedese.


3 Settembre 2020

Alla vigilia della ripresa del Campionato, una ricerca di Rome Business School traccia una fotografia socio-economica del gioco più amato dagli italiani. Per il ritorno alla normalità di un settore che esprime il 12% del PIL del calcio mondiale e che nel 2020 ha già perso 4.5 miliardi si attenderà il 2025. In 5 anni prevista anche una contrazione media del valore dei salari dei calciatori del 14%, pari a 4.1 miliardi globali e per l’Italia circa 380 milioni l’anno.

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Roma, settembre 2020 – Ha un giro di affari  di 28,4 miliardi di euro, la sua organizzazione di riferimento ha più membri delle Nazioni Unite, è sempre più protagonista del confronto geopolitico internazionale, il 12% del suo Pil mondiale viene prodotto nel nostro Paese dove offre lavoro a 40mila persone con un contributo fiscale di 1,2 miliardi. E’ stato messo a dura prova dalla pandemia con perdite che nel 2020 dovrebbero toccare i 4,5 miliardi di euro con un ritorno alla normalità atteso solo nel 2025. Parliamo del settore del calcio secondo l’identikit tracciata dalla ricerca della Rome Business School, la business school a maggior presenza internazionale in Italia con studenti provenienti da 150 nazioni e parte del network Formación y Universidades creato nel 2003 da De Agostini e dal Gruppo Planeta.

 

Lo studio della Rome Business School ha voluto analizzare, anche attraverso la rivisitazione storica delle relazioni internazionali, il ruolo del calcio nel contesto geopolitico globale e le performance economiche dei principali club europei ed italiani, con particolare attenzione alle previsioni sulle perdite di un settore “in piena salute”, ma particolarmente colpito dalla crisi Covid-19, e sulle strategie e risvolti della ripresa.

 

Dalla ricerca emerge innanzitutto come il calcio sia ormai a tutti gli effetti un protagonista del confronto geopolitico internazionale. La FIFA con 211 federazioni nazionali organizzate in 6 confederazioni continentali, possiede più membri delle Nazioni Unite (193). L’assegnazione dei Mondiali di calcio incide sui sistemi economici e geostrategici delle nazioni, portando investimenti da capogiro o debiti a seconda delle funzionalità gestionali e politiche di ogni singolo paese.

 

Un modello economico relativamente stabile di fronte ad una crisi senza precedenti

Ma il calcio è soprattutto un importante attore economico-sociale. Negli ultimi 10 anni i fatturati dei principali top club mondiali ed europei sono aumentati vertiginosamente, a seguito di fusioni con grandi gruppi stranieri. Si è assistito dal 2010 ad oggi all’esplosione dei numeri di squadre come Paris Saint-Germain (+672% di ricavi) e Manchester City (+297%). La Uefa Champions League ha conquistato sempre più peso in termini di entrate, incassando oggi più di tutte le leghe, ad eccezione della Premier League, i ricavi dei tornei sono passati in 10 anni da 1,3 a 3,2 miliardi di euro (+150%), permettendo ai premi Champions di passare da 764 milioni nel 2009/10 a 2,04 miliardi nel 2019/20 (+166,9%) e a quelli dell’Europa League da 147 a 510 milioni (+246,9%). La Premier League inglese comanda la classifica con 5,9 miliardi di valore complessivo, mentre il calcio genera introiti per circa 4,7 miliardi. “big five”, ovvero i 5 campionati europei principali sono, in ordine di potere commerciale, quello inglese, tedesco, spagnolo, italiano e francese ed hanno prodotto un record fi € 15,6 miliardi nel 2017/18, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente.

 

In italia prodotto il 12% del PIL mondiale di settore che contribuisce per introiti fiscali con  1.2 miliardi di euro

Dall’analisi del Report della Rome Business School si evince come il calcio italiano sia in costante crescita, registrando a livello nazionale introiti per € 4,7 miliardi di euro (bilancio Figc) che equivale al 12% del Pil del calcio a livello mondiale e da lavoro a 40.000 persone. Questo genera 1,2 miliardi di euro di introiti per il fisco del bel paese dove quasi la metà dell’intera popolazione italiana – ben oltre 28 milioni di persone – si considera appassionata di questo sport. In totale, le cinque maggiori società italiane (Juventus, Inter, Roma, Milan e Napoli) valgono 1,5 miliardi di euro in ricavi al netto delle plusvalenze: da sole, cioè, incassano il 57,6% di tutta la Serie A, posizionandosi anche tra le prime 22 posizioni dei club europei di maggior valore. Significativo anche il peso economico dei diritti televisivi del calcio, che nelle 54 principali leghe professionistiche europee è passato da 2,8 a 20,1 miliardi di euro. Restando in Italia, inoltre, notiamo notevoli discrepanze tra la Serie A e le leghe minori. Se ci soffermiamo, ad esempio, sul caso regionale del Lazio, notiamo che il valore totale delle rose delle due protagoniste è rispettivamente di 355,15 milioni per i giallorossi e 304,80 milioni per i biancocelesti. Scendendo anche di una sola categoria notiamo differenze abissali con il valore totale del Frosinone (Serie B – 9,11 milioni, terza rosa della serie cadetta dopo Benevento ed Empoli). In serie C troviamo poi la Viterbese (2,60 milioni) e il Rieti (450 mila Euro); mentre in Serie D il Latina calcio (1.03 milioni).

 

Perso un quarto del valore, nel 2021 flessione da 6.3 miliardi, – 14% compensi calciatori e ripresa solo nel 2025

Nel 2020 il Covid -19 ha bruscamente frenato l’ascesa economica del calcio, diminuendone i valori del 20-25%. A livello globale, si stima che le perdite per il 2020 dovrebbero toccare i 4,5 miliardi di euro per raggiungere i 6.3 miliardi nel 2021. L’impatto dovrebbe attenuarsi solo tra sei anni (2025), quando si spera di tornare agli stessi livelli produttivi pre Covid-19, ma nel frattempo ci sarà stata una crisi profonda, con ulteriori perdite di 3,1 miliardi per il 2022, 1,5 nel 2023 e 600 milioni nel 2024. Inoltre, la contrazione media del valore dei salari dei calciatori sarebbe circa del 14%, corrispondente ad una diminuzione totale di 4.1 miliardi. In Italia sarebbe di circa 380 milioni l’anno. Tra i club più penalizzati il primato europeo spetta al Barcellona che rischia di perdere fino a 450 milioni di euro, mentre in Italia rischiano perdite per centinai di milioni l’anno in particolare Juventus e Inter.

 

“Questa ricerca dimostra come Il calcio non è solo uno sport, ma una vera e propria industria ed anche uno strumento di soft power da parte degli Stati. – commenta Antonio Ragusa, Preside (Dean) della Rome Business School –  Proprio per il valore intrinseco di questo comparto è importante analizzarne i risvolti anche in termini occupazionali e sociali. Per queste ragioni una realtà come la Rome Business School ha voluto guardare alle sue dinamiche e alle opportunità che può offrire a tanti giovani che vogliono trovare sbocchi professionali in settori meno tradizionali. Sotto questo profilo abbiamo messo a punto una serie di percorsi formativi, incluso un vero e proprio Master dedicato allo sport management che si caratterizza, nello spirito della business school, anche per un forte profilo internazionale per rispondere in modo efficace alle nuove sfide che l’economia del calcio ha di fronte”.

 

Moltissime società calcistiche sono quindi in pericolo. Il rischio è più elevato nel breve termine perché il principale pericolo riguarda il flusso di cassa: gli stipendi devono essere pagati immediatamente da entrate che non possono essere perse ma che sono state per ora posticipate, come la vendita dei biglietti delle partite o i diritti tv (solo questi ultimi in Italia pesano per 1.3 miliardi).  Un futuro modello di calcio europeo post-Covid19 potrebbe prevedere limitazioni a livello salariale – anche con un eventuale tetto massimo di compensi per i calciatori – e di costo dei trasferimenti ed acquisizioni dei giocatori. Si potrà puntare sulle entrate provenienti dalle principali piattaforme online (Dazn, Eurosport, Live now ecc.), mentre potrebbero crescere le aziende pronte ad investire sui canali social dei club o dei giocatori stessi.

 

fonte comunicato stampa Rome Business School


26 Agosto 2020

Antonio Conte sta vivendo giornate complicate, non solo per la sconfitta nella finale di Europa League. Il tecnico deve capire insieme alla società se continuare ad allenare l’Inter, che potrebbe decidere di cambiare ancora allenatore. Gli scogli da superare sono tanti. Conte vuole un progetto vincente e soprattutto alcuni cambi a livelli dirigenziali, lo ha fatto capire in modo chiaro. Per molti l’addio è scontato, con Allegri pronto a subentrare. Ma sono giornate difficili per Conte che secondo quanto scrive il quotidiano ‘La Verità’ starebbe anche pensando a un investimento per niente fortunato che potrebbe essergli costato una cifra elevatissima.

Le sentenze della Corte commerciale di Londra

‘La Verità’ mostra due sentenze della corte commerciale di Londra. La prima risale allo scorso 17 luglio, l’altra invece è di agosto e riguarda un’ingiunzione di pagamento a carico di Massimo Bochicchio, un investitore italiano titolare di svariate società, che avrebbe architettato una truffa che avrebbe portato avanti con la sua presenta società ‘Kidman’.

L’investimento di Antonio Conte

Questo Bochicchio avrebbe promesso un investimento ad altissimo rendimento a otto persone, tra queste ci sarebbe anche Antonio Conte. Gli accordi prevedevano il pagamento di 33,1 milioni di euro totali entro il 30 giugno 2020 per l’ex c.t. e altri sette destinatari, inclusi Superb Sport Limited. Tutti e otto gli investitori hanno fatto ricorso alla corte commerciale di Londra, il motivo? Truffa. Tutti loro non hanno ricevuto dei soldi che dovevano riavere. E unitisi loro hanno richiesto quantomeno le somme investiste, lo hanno fatto inviando una mail, che però non ha dato nessuna risposta. Perché quell’indirizzo era falso, come il documento portato dal legale di Conte al giudice. Il denaro affidato a Bochicchio potrebbe non essere stato investito come pattuito. Bochicchio ora è nei guai. Le conseguenze hanno portato a un’ingiunzione di pagamento e successivamente è stato congelato il patrimonio di 61,4 milioni di dollari, che comprendono anche ville e proprietà di varia natura, in ogni angolo del mondo.

continua su: https://www.fanpage.it/sport/calcio/conte-ha-subito-una-truffa-in-inghilterra-ha-perso-investimenti-per-30-milioni/


23 Agosto 2020
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calcio

Il tecnico del Bologna, resterà in isolamento per le prossime due settimane. Positivi anche due calciatori della Fiorentina, Erick Pulgar e Simone Ghidotti. Per ora non si mette in dubbio l’inizio del campionato di serie A fra poco meno di un mese, il 19 settembre, seguito una settimana più tardi da quello di Serie B.

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Jeremie Boga (Sassuolo) positivo al Covid

Il tecnico del Bologna, resterà in isolamento per le prossime due settimane. Positivi anche due calciatori della Fiorentina, Erick Pulgar e Simone Ghidotti. Per ora non si mette in dubbio l’inizio del campionato di serie A fra poco meno di un mese, il 19 settembre, seguito una settimana più tardi da quello di Serie B.

3′ di lettura

Il tecnico del Bologna Sinisa Mihajlovic è risultato positivo al Covid dopo il tampone a cui è stato sottoposto al suo rientro a Bologna. Mihajlovic è asintomatico, resterà in isolamento per le prossime due settimane, come previsto dal protocollo nazionale. Lunedì saranno fatti i test sui giocatori e i collaboratori della prima squadra. Circa un anno fa il tecnico del Bologna annunciò di essere affetto da leucemia ed è stato sottoposto anche a un trapianto di midollo.

Pulgar e Ghidotti positivi a Covid

Anche due calciatori della Fiorentina, Erick Pulgar e Simone Ghidotti, sono risultati positivi al Covid-19. Lo ha reso noto lo stesso club gigliato a seguito dei test preliminari effettuati il 22 pomeriggio. Anche i due atleti sono asintomatici e sono stati posti subito in isolamento. Il gruppo viola, intanto, prosegue le attività secondo il programma prestabilito.

Le preoccupazioni per il campionato

Si tratta degli ultimi casi di un lungo elenco di calciatori positivi.«Siamo preoccupati, inutile nasconderlo», dice il medico del Bologna e rappresentante dei responsabili sanitari dei club di A, Gianni Nanni, paventando rischi per i ritiri e di slittamento del calendario se il trend di contagi in aumento continiuerà a crescere a questo ritmo. «Al momento, non vedo questo pericolo», risponde invece il rappresentante dell’Aic nella commissione medica della Figc, Della Frera.

Zaniolo negativo al tampone

Intanto la Roma tira un sospiro di sollievo: Zaniolo, tornato da poche ore dalla Sardegna, dove era stato ‘avvistato’ in una festa in discoteca, è negativo al tampone. Ma dopo la mini-ondata di calciatori-vacanzieri positivi dei giorni scorsi, la domanda più ricorrente è: ce la farà il calcio a ripartire, fra casi di positività e severe limitazioni? Ogni scenario è legato anche alla curva epidemiologica del Paese. Ora come ora, però, non si mette in dubbio l’inizio del campionato fra poco meno di un mese, il 19 settembre (la Lega lo ha ribadito facendo i complimenti allo Spezia per la promozione), seguito una settimana più tardi da quello di Serie B.

I calciatori contagiati

Le date ufficiali saranno ratificate dal Consiglio federale lunedì 31 agosto, alla vigilia della partenza della nuova stagione e della presentazione del calendario della Serie A. La speranza è non dover fare i conti con numeri molto più alti rispetto ai positivi registrati finora, i tre del Cagliari – dove però tornano a tirare un sospiro di sollievo perché tutti i tamponi effettuati sono risultati negativi -, quelli della Roma, quello dell’attaccante del Napoli Petagna, quelli del Torino e quello di Boga del Sassuolo. Molti sono legati al focolaio della Costa Smeralda, meta frequentata dai calciatori, come si evince anche dalle foto sui social di Petagna, che in Sardegna ha giocato una partitella con alcuni colleghi del Tottenham, e ha incrociato i milanisti Romagnoli e Donnarumma, attesi lunedì a Milanello per la giornata di raduno, dedicata ai tamponi. Altre squadre si preparano ai ritiri, nel giro di una decina di giorni toccherà anche a quelle di Serie B impegnate di recente nei playoff, e i test anti-Covid daranno un’indicazione significativa.


29 Luglio 2020

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Serie A in campo per la 37/a giornata, le partite delle ore 19,30 LA DIRETTA

Lazio Brescia 0-0
Samp Milan 0-0
Sassuolo Genoa 0-0
Udinese Lecce 0-0
Verona Spal 0-0

Con il campionato che ha già emesso la maggior parte dei verdetti, la Serie A torna in campo e cerca ancora gli ultimi lampi. Lazio-Brescia, con i biancocelesti matematicamente in Champions e le Rondinelle retrocesse, sarà l’occasione per la squadra di Inzaghi a dare l’assalto al podio, trascinata da Ciro Immobile che punta alla Scarpa d’oro.
Il pronostico di Sisal Matchpoint è a senso unico, Lazio avanti a 1.16, la vittoria dei bresciani vale 14.50, difficile anche il pareggio, a 7.25. Occhi puntati su Immobile: il suo gol sembra certo, a 1.30, meglio puntare su una doppietta, a 2.00, o sulla seconda tripletta dopo quella al Verona, proposta a 6.00. Sempre a proposito di Immobile, al biancoceleste restano due partite per provare a eguagliare o superare il record di Higuain di 36 reti in una stagione: l’ipotesi che Immobile superi il Pipita del Napoli 2015-16 è proposta a 2.40. Tra i match della 37/a c’è Sampdoria-Milan, i rossoneri ancora credono nel quinto posto anche se scavalcare la Roma sembra un’impresa. Serve una vittoria contro i blucerchiati data a 1.60 contro il 5.25 della Samp e il pareggio a 3.90. Vittoria in vista anche per la Roma, che ha consolidato la quinta posizione e, con il Torino, punta a rendere matematica la qualificazione diretta alla prossima Europa League. Avanti gli uomini di Fonseca, a 1.65, a 4.80 i granata, il pareggio è a 3.90.
In chiave salvezza, Genoa e Lecce si contendono la permanenza in Serie A, ma i rossoblù mantengono 4 punti di vantaggio sui salentini, distacco significativo a due giornate dalla fine. Il Lecce deve provarci fino alla fine ma non parte favorito nella trasferta di Udine, a 2.70, con l’Udinese a 2.35 e il segno X a 3.60.

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