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Football Economy

21 Luglio 2021

Socios.com diventa il nuovo Global Main Jersey Partner dei Nerazzurri, il club segnerà l’inizio di questa nuova partnership innovativa promuovendo sulla nuova maglia il Fan Token $INTER, che sarà lanciato a breve. Tecnologia, innovazione e porre il tifoso sempre al centro i valori condivisi tra i due brand

L’inter campione d’Italia, dopo l’annuncio dei mesi scorsi della conclusione della partenership con Pirelli, ha ufficializzato attraverso un comunicato ufficiale sul proprio portale web, la partenership con Socios.com. Il brand di blockchain, si legge su inter.it comparirà sulla divisa nerazzurra a partire dalla stagione 2021/22. L’accordo porterà nelle casse del club circa 20 milioni di euro annui.

Di seguito il comunicato ufficiale del club nerazzurro:

“L’Inter annuncia una nuova importante partnership con Chiliz $CHZ, il leader mondiale tra i fornitori di tecnologia blockchain per l’industria dello sport e dell’intrattenimento. Attraverso questa partnership, il club promuoverà sulla maglia gara il Fan Token $INTER, che sarà presto lanciato sul mercato.

Socios.com, il nuovo Global Main Jersey Partner dei nerazzurri, diventerà un luogo di incontro digitale per la fanbase mondiale dell’Inter, una partnership che riflette la volontà del club di creare un’esperienza sempre migliore per i propri tifosi.

I Fan Token $INTER daranno vita a nuove esperienze per i tifosi dell’Inter in tutto il mondo, permettendo loro di diventare parte di una vivace comunità digitale su Socios.com. Ci saranno innumerevoli opportunità di coinvolgimento su Socios.com per i possessori di $INTER Fan Token, compresa la possibilità di influenzare il club in una serie di importanti sondaggi, interattivi e divertenti che si terranno ogni stagione.  

I fan saranno anche in grado di accedere a contenuti esclusivi relativi al Club, mettere alla prova le loro abilità e confrontarsi con altri fan di tutto il mondo in giochi, concorsi e quiz relativi all’Inter, gareggiando in classifiche globali per guadagnare premi ed esperienze VIP esclusive dal vivo e digitali. Il Fan Token $INTER sarà lanciato nel prossimo futuro.

Socios.com è una piattaforma direct-to-consumer (D2C) che sfrutta la tecnologia blockchain per fornire alle principali organizzazioni e club sportivi in tutto il mondo gli strumenti per coinvolgere le loro fanbase globali. 

Più di 40 importanti organizzazioni sportive hanno collaborato con Socios.com per lanciare i propri Fan Token, compresi alcuni dei più importanti club di calcio europei e le squadre nazionali di calcio di Argentina e Portogallo, così come diversi team di F1, esports e cricket.

Creato da Chiliz $CHZ, il principale fornitore di blockchain per l’industria globale dello sport e dell’intrattenimento, Socios.com ha grandi piani di espansione per il 2021 e sta puntando a molti altri lanci di Fan Token in tutto il mondo. Quasi 1,2 milioni di fan hanno già scaricato l’app di Socios.com e la rapidissima crescita dell’azienda continuerà anche grazie a molti altri lanci di Fan Token con partner di livello globale”.


20 Giugno 2021

investire nel calcio

Si deve guardare anche al futuro, alla prossima stagione, sperando di esserci lasciati il peggio alle spalle, sperando di trovare i fondi per ripartire. E così dopo un primo programma di mutui agevolati dell’Istituto del credito sportivo garantiti dalla Federazione, eccone un secondo, previsto da una convenzione fra la LND, l’Istituto per il Credito Sportivo e la Fidicom. Mutui ordinari concessi dal Credito Sportivo che saranno garantiti da una sinergia fra i tre diversi soggetti firmatari: il Fondo per l’impiantistica sportiva, in gestione presso Ics, il Fondo stanziato dalla Lnd e il Confidi Fidicom. Quindi il Credito sportivo, una banca sociale per lo sviluppo sostenibile dello Sport e della Cultura, darà la possibilità di sottoscrivere mutui ordinari garantiti dal Fondo di garanzia della LND per l’80% e dalla garanzia Fidicom per il restante 20%. Nella convenzione è prevista infatti una somma iniziale di 4,5 milioni di euro che sarà messa a disposizione delle società affiliate alla Lnd per mutui a condizioni agevolate, rivolti in misura preferenziale a interventi di messa a norma e in sicurezza, abbattimento barriere architettoniche ed efficientamento energetico, oltre che a ristrutturazioni e realizzazioni di nuovi impianti per il calcio.

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Investimenti sugli impianti

Focus quindi sugli investimenti per migliorare gli impianti ed aumentarne il loro valore: “Il valore degli impianti deve essere realizzato e salvaguardato sia sotto il profilo della sicurezza ma anche della sostenibilità”, ha dichiarato Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale. Sicuramente la crisi ha ridotto, se non impedito, gli investimenti sulle infrastrutture e le società sono state spesso costrette ad utilizzare gli impianti esistenti, chiedendo ospitalità alle amministrazioni comunali. E se c’è chi ha trovato grande disponibilità in tal senso, anche relativamente all’effettuazione di quei lavori di manutenzione indispensabili per potervi svolgere l’attività sportiva, altri si sono posti in rotta di collisione con le amministrazioni, a loro volta in forte crisi di liquidità, vedendosi costretti anche a spostarsi pur di avere un impianto a norma. E sicuramente il reperimento e la disponibilità di uno stadio, di un impianto sportivo, adeguati per poter svolgere allenamenti e disputare le gare interne è uno dei punti di maggiore criticità per una società sportiva. E così l’impiantistica deve essere uno dei pilastri dello sport: impianti fruibili, sicuri e sostenibili sono uno dei punti cardine per una ripartenza del movimento sportivo. In tal senso, Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo ha le idee chiare: “I danni provocati dalla pandemia hanno devastato i conti economici dell’intera filiera della Lnd, che non solo si è trovata a dover fare i conti con oggettivi problemi di liquidità, ma ha dovuto ridurre, se non azzerare, gli investimenti in infrastrutture, con ovvie conseguenze per l’intero sistema e con il rischio di perdere una leva fondamentale per lo sviluppo dei territori. Questa convenzione sarà una forma di sostegno necessaria in un momento storico particolarmente complicato”.

articolo originale fonte: https://www.ilposticipo.it


6 Giugno 2021

investire nel calcio, investimenti calcio

La Serie A è andata a termine anche nella stagione 2020/2021. Inter campione d’Italia e piazzamenti definiti per tutte le altre square: dalla Champions League alla nuova Europa Conference League ecco le posizioni.

Il piazzamento finale in campionato non è però importante solamente da un punto di vista sportivo, ma anche sul fronte economico. Concludere la stagione con più o meno punti o in una determinata posizione porta a ricavi differenti per le società dai diritti televisivi.

Considerando la sola parte di ricavi da distribuire sulla base dei risultati di questa stagione, queste sono le cifre che i club incasseranno, dal 1° al 20° posto:

  1. 23,4 milioni di euro;
  2. 19,4 milioni;
  3. 16,8 milioni;
  4. 14,2 milioni;
  5. 12,5 milioni;
  6. 10,9 milioni;
  7. 9,3 milioni;
  8. 8,3 milioni;
  9. 7,4 milioni;
  10. 6,3 milioni;
  11. 5,5 milioni;
  12. 5 milioni;
  13. 4,6 milioni;
  14. 4,1 milioni;
  15. 3,6 milioni;
  16. 3,2 milioni;
  17. 2,8 milioni;
  18. 2,2 milioni;
  19. 1,6 milioni;
  20. 0,9 milioni.

Chiaramente, se la differenza tra un nono e un decimo posto è minima, quella tra quarto e quinto o tra sesto e ottavo non si esaurisce nei due milioni di divario, ma in quel caso il risultato sportivo – fondamentale per la qualificazione in Champions o in Europa League – sarà fondamentale per i bilanci 2021/22.

 

fonte articolo da: www.calcioefinanza.it


31 Maggio 2021

superleague calcio

La guerra della Superlega è tutt’altro che conclusa. Anzi, potrebbe avere conseguenze difficilmente immaginabili, qualora si spostasse sul piano giudiziario, coinvolgendo la Corte di Giustizia e la disciplina Antitrust della Ue. Il doppio ruolo che di fatto la Uefa (e la Fifa) oggi svolge in maniera sempre più invasiva – regolatore del settore e al tempo stesso soggetto economico che vende in maniera centralizzata i diritti tv e quelli di sponsorizzazione – è stato rimarcato in più occasioni dalle società calcistiche di prima fascia, che invocano la libertà d’impresa garantita dai Trattati dell’Unione e il “precedente” dell’Eurolega di basket. Competizione che si basa su licenze pluriennali e sull’autonomia dei club coinvolti rispetto alle Federazioni e sulla cui legittimità sarebbe importante conoscere finalmente il parere di Bruxelles dopo diversi anni di attesa.

La Corte di Giustizia Ue

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha reso noto di aver ricevuto la citazione a giudizio di Uefa e Fifa – con un tweet delle 9 e 53 di lunedì 31 maggio – per possibile violazioni delle norme anti-concorrenza dell’Unione Europea. Il caso, nato dal rinvio pregiudiziale del tribunale di Madrid che nei mesi scorsi ha già concesso una sospensiva ai club della Superlega, è incardinato col numero C-333/21: non è stato quindi dichiarato manifestamente inammissibile e sarà giudicato dall’organo comunitario. L’indicazione della Corte sembra una risposta anche “politica” agli attacchi del presidente della Uefa Alexander Ceferin che ha chiesto in sostanza sanzioni immediate per i tre club (Juvenutus, Real Madrid e Barcellona) che sono ancora nella società promotrice della Superlega. Una eventuale squalifica già in relazione della prossima Champions league, qualora fosse ribaltata dal Tas di Losanna e poi da una decisione della Corte Ue favorevole ai tre 3 club, potrebbe esporre peraltro la Uefa a richieste di risarcimento per centinaia di milioni di euro. Un rischio che gli organi delle Uefa dovranno ora decidere se correre


20 Maggio 2021

superleague calcio

Tim ha pubblicato i risultati finanziari relativi al primo trimestre del 2021, che si è chiuso con ricavi pari a 3,8 miliardi di euro. Nel documento che riporta i risultati economici ci sono anche alcune indicazioni che riguardano la partnership con Dazn.

Ricordiamo che Tim e la piattaforma di sport in streaming hanno dato il via a una collaborazione per quanto riguarda i diritti tv della Serie A dal 2021 al 2024. Dazn trasmetterà tutte le 10 partite ogni giornata versando 840 milioni a stagione (di questi, 350 milioni saranno versati da Tim).

La partnership porterà su Timvision offerte dedicate per il servizio Dazn, per un bacino di utenza di circa 5 milioni di famiglie fino ad oggi in prevalenza via satellite. Attraverso questo accordo, attivo a partire da luglio 2021, si prevede un’accelerazione nel passaggio degli utenti verso la banda ultralarga.

Al tempo stesso, l’accordo permetterà di potenziare il processo di digitalizzazione del Paese e supportare la Lega Serie A nella lotta alla pirateria che proprio nei giorni scorsi ha registrato un importante passo avanti grazie all’operazione della Polizia Postale e della Procura di Catania che ha permesso di oscurare 1,5 milioni di abbonamenti a servizi di streaming illegali.

Proprio per dare avvio alla collaborazione, nel documento diramato dall’azienda si legge che Tim ha previsto 70 milioni di euro di capex (spese in conto capitale) spalmati lungo tutto l’arco dell’anno fiscale 2021. L’obiettivo è quello di implementare la tecnologia multicast che consente la migliore fruizione di contenuti live streaming e quindi degli eventi sportivi.

 

fonte: https://www.calcioefinanza.it


12 Aprile 2021

Investimenti nel calcio: primo Silvio Berlusconi

La prima notizia è che a guidare la banda dei paperoni italiani a capo di un club di calcio non è un presidente la cui squadra milita in Serie A. O almeno non ancora, perché Silvio Berlusconi (patrimonio stimato di 7,6 miliardi di dollari – 327° nella classifica mondiale) spera che il suo Monza lo accontenti in fretta, sbarcando nella massima serie e, perché no, battendo in un derby l’altro amore della sua vita: il Milan.

Sul secondo gradino del podio troviamo il patron dell’Inter Zhang Jindong, un paio di miliardi di dollari meno di Silvio e 339° nel tabellone planetario.

Chiude il podio l’italo-americano Rocco Comisso, numero uno della Fiorentina. Il fondatore di Mediacom, la quinta azienda fornitrice della tv via cavo degli Stati Uniti supera di circa 200 milioni di dollari i sette miliardi e si piazza al 332° posto.

A seguire, la famiglia Caputo, proprietaria del Bologna, il presidente del Milan Paul Singer e Dan Friedkin, da poco nuovo papà della Roma.

Abbastanza clamoroso che per trovare John Elkann, patron della Juventus campione d’Italia da nove stagioni, occorra scendere fino al 1580° posto. Elkann, infatti, può contare su “appena” 2 miliardi di dollari.

Percassi dell’Atalanta, Preziosi del Genoa e Squinzi del Sassuolo occupano gli ultimi tre posti della top ten dei presidenti di club italiani, tutti con un conto in banca che si aggira intorno al miliardo di dollari.


26 Marzo 2021

ciro immobile da piccolo

 

Una interessante intervista ad Antonio Negri (attualmente nello staff di Innovation Football come osservatore) sulla Gazzetta dello Sport. Negri racconta un giovane ma predestinato Ciro Immobile.

 

Ciro Immobile ha dieci anni quando, sul campetto di fango, più che di erba, di Torre Annunziata, posa per questa foto. Siamo nel 2000 e il bomber che stasera guiderà la Nazionale contro l’Irlanda del Nord indossa la casacca del Torre Annunziata ‘88, scuola calcio affiliata al progetto Parma.

Immobile poteva giocare già da ragazzo “perché era furbo, scaltro, un dribblomane, ma lo scartarono perché fisicamente era leggerino e non cresceva”. A ricordare l’episodio è Antonio Negri, all’epoca allenatore del Centro Italia Parma, società affiliata al club crociato che in Umbria, a città della Pieve, e in Campania, a Paestum, aveva le due sedi operative. “Era il progetto nato con Carlo Gardani, responsabile nazionale delle Scuole Calcio, partito nel 1990 e terminato nel 2003 e che portò il nome del Parma anche in Usa, in Asia e in Africa – ricorda Negri –. Nel 2001 venne organizzato un torneo a Ospedaletti, non lontano da Sanremo. Dovevamo creare una selezione con i migliori dei due club Centro Italia: il torneo era riservato ai classe 1988, ma io inserii anche due 1989, ossia Okaka e Çani, altri due ragazzi che sono arrivati in serie A, e l’unico 1990 era Ciro Immobile, in “prestito” dal Torre Annunziata ‘88. Ma non fu un comprimario”. Ovvero? “Con quella squadra, che si chiamava Rappresentativa Parma, andammo in finale. A cinque minuti dalla fine, nonostante il terreno zuppo dopo tre giorni ininterrotti di pioggia, inserii Ciro, che era il più piccolo di tutti. Ma appena entrato in area si prese un rigore. E con quello spunto vincemmo partita e torneo”.

—  In quella trasferta, a seguito del figlio, c’era anche papà Antonio Immobile, un passato tra i dilettanti, naturalmente nel ruolo di attaccante. “Ciro è stato vicino al Parma – rivela Negri –. Ricordo che a Gardani chiedeva gadget del club crociato come souvenir: insomma, già da bambino sapeva farsi voler bene ed essere un po’ ruffiano, in senso buono. Poi passò alla Salernitana, dove non giocava mai. Alla fine arrivò al Sorrento e lì esplose, anche fisicamente, segnando con gli Allievi nel 2007 i due gol alla Juventus, che gli cambiarono la carriera”.


22 Marzo 2021

investimenti calcio gruppi

Interessante articoli/Inchiesta de linkiesta.it: In Serie A sono arrivati nuovi proprietari stranieri che hanno acquistato Roma, Parma e Spezia. Nel 2020 la bolla economica dello sport si è sgonfiata: per qualcuno è un’occasione d’oro da sfruttare prima che il business torni a crescere.

 

Un paio di settimane fa lo statunitense Robert Platek ha acquistato lo Spezia Calcio in un’operazione da circa 40 milioni di euro. Lo stesso Platek l’anno scorso aveva messo nel suo portafogli il Sønderjysk Elitesport, squadra della massima serie danese, e la squadra portoghese di seconda divisione Casa Pia AC. Platek è un socio della Msd Capital, società d’investimento fondata nel 1998 per gestire il patrimonio di Michael Saul Dell – fondatore e presidente della Dell Technologies – una delle maggiori aziende informatiche al mondo.

Gli ultimi investimenti nel calcio Platek li ha fatti a titolo personale. Ma la presenza della Msd Capital sullo sfondo non è casuale: al momento è una delle società d’investimento più attive nel calcio, in una fase in cui i grandi fondi stanno puntando su club e campionati sportivi. Il motivo è piuttosto semplice e riguarda un cambiamento strutturale precedente alla pandemia che aveva già attirato i primi investitori: «Dall’inizio degli anni ‘90 il boom dello sport in televisione, con le pay-tv e l’impennata della vendita dei diritti televisivi, ha costruito un nuovo modello di business intorno al calcio, rendendolo una vera industria di intrattenimento e di conseguenza sempre più attraente dal punto di vista finanziario per gli investitori, sia come potenziali partner commerciali sia come proprietari», scrive Kpmg.

I numeri della Uefa certificano questa trasformazione: il mercato del calcio europeo è cresciuto tra il 2010 e il 2018 da 13 a 21 miliardi di euro in termini di ricavi operativi (+65%). Non sorprende che i cinque grandi campionati di calcio europei siano entrati nella lista dei mercati più interessanti per investitori di ogni tipo.

Con l’arrivo della pandemia la bolla del calcio si è almeno parzialmente sgonfiata, creando condizioni di investimento particolarmente interessanti, soprattutto per chi è pronto a scommettere su una rapida ripresa di tutto il settore. E Msd Capital si è ritagliata un ruolo da protagonista, come racconta il Financial Times.

«Fondata nel 2009 – scrive Samuel Agini sul quotidiano britannico – Msd gestisce circa 19 miliardi di dollari, con investimenti in immobili, credito e molto altro. Nell’ultimo anno ha prestato quasi 80 milioni di sterline al Southampton, squadra di Premier League; ha fornito circa 200 milioni di sterline alla società Alk Capital per l’acquisizione del Burnley; poi ha concesso un altro prestito, al Derby County, uno storico club inglese».

La mission dell’azienda, almeno quella che si può leggere sul sito, è «fare investimenti che generino costantemente rendimenti superiori a lungo termine». Già nel 2017 Msd Capital aveva finanziato parte dell’acquisto dei Miami Marlins, franchigia americana di baseball, in un’operazione da 1,2 miliardi di dollari. E ha investito anche in due franchigie della National Hockey League (Nhl, la massima divisione di hockey) degli Stati Uniti, i St. Louis Blues e i Dallas Stars.

Anche nel calcio investiva da prima del 2020, ma la pandemia ha cambiato le carte in tavola: la Premier League, la competizione calcistica più ricca del mondo, stima che ogni mese senza tifosi negli stadi costa alle squadre inglesi 100 milioni di sterline. «I club hanno bisogno di liquidità e Msd ha molto denaro», ha detto al Financial Times, semplificando al massimo l’assunto, Kieran Maguire, docente di finanza calcistica presso l’Università di Liverpool e autore del saggio “The Price of Football”.

C’è un elemento che rende gli accordi con Msd particolarmente appetibili, per i club: i prestiti a lunga scadenza. «Storicamente – scrive il Financial Times – i prestiti ai club sono spesso a breve termine o soggetti a rinnovo annuale, soprattutto per quelli al di fuori delle grandi squadre della Premier League. Le banche ragionano quasi sempre a breve termine nel calcio. Intanto Msd ha già prestato circa 170 milioni di sterline ai club inglesi, proponendo un servizio che le banche non offrono».

In un’inchiesta pubblicata a inizio settimana, il Guardian ha evidenziato il rischio di affidarsi a un’azienda come Msd. Southampton, Burnley, Derby e Sunderland hanno contratto prestiti multimilionari da Msd o dai partner senior di Msd. E in alcuni casi hanno ipotecato asset importanti. Il Southampton, l’unico club ad aver dichiarato la cifra del prestito da Msd, paga un interesse del 9,14% su un prestito di 78,8 milioni di sterline contratto durante la pandemia dello scorso giugno: 7,2 milioni di sterline di interessi all’anno, con un debito che dovrebbe estinguersi nel 2025. Il Derby County, invece, ha dato come garanzia per il prestito il suo stadio, Pride Park.

«Per motivi che possiamo ricondurre alla loro reputazione, le banche commerciali non vogliono mettersi in una posizione imbarazzante e vedersi costrette a mettere le mani su uno stadio o su un centro sportivo di un club per recuperare il debito: questo farebbe imbestialire migliaia di tifosi», dice il Financial Times.

Ovviamente Msd non è l’unico investitore interessato allo sport nell’ultimo anno. Linkiesta aveva già raccontato l’interesse di Cvc Capital Partners, società di private equity, ad entrare nella Serie A. E proprio nel massimo campionato italiano, oltre Robert Platek, ultimamente sono arrivati diversi investitori stranieri che hanno visto un’opportunità di business. Prima dello Spezia, il Parma era passato nelle mani dell’imprenditore statunitense Kyle Krause. Giusto qualche settimana dopo l’annuncio ufficiale dell’acquisizione della Roma da parte di Dan Friedkin.

In qualche modo, come spiega la società di consulenza Kpmg in un’analisi, questi investitori che guardano al calcio europei – dagli imprenditori locali ai miliardari stranieri, dalle società di private equity ad altri gruppi – provano a massimizzare i loro guadagni acquistando società con diversi asset che potrebbero valorizzarsi in un futuro non lontano.

«Con la pandemia molti club hanno subito un calo significativo del loro valore di mercato, rendendoli un potenziale obiettivo di investimento. Oltre all’opportunità di acquistare un club a un prezzo relativamente basso, gli investitori potrebbero essere attratti dalla possibilità di acquisire giocatori di grande valore a prezzo di saldo nelle prossime finestre di mercato, a causa del bisogno di liquidità di alcuni club», dice Andrea Sartori, Global Head of Sports di Kpmg.

Inoltre oggi una società di calcio può contare su una ricchezza che si estende anche oltre lo stadio, la squadra, i risultati sul campo. Un esempio sono gli e-sport, comparto in cui alcuni club hanno creato una loro divisione per esplorare un mercato sostanzialmente nuovo (almeno per loro). Lo Schalke 04, club tedesco in profonda crisi economica, ha un un debito di oltre 200 milioni di euro a bilancio. Per questo la dirigenza starebbe pensando di vendere il proprio posto nel campionato e-sport di League of Legends – l’investimento del 2019 è di 8 milioni di euro – per una cifra vicina ai 20 milioni. In questo momento di crisi per lo Schalke 04 quello slot nel torneo virtuale è un peso e un costo. Ma per un’altra società potrebbe essere in futuro un nuovo asset da valorizzare e con cui generare profitto.

 


9 Febbraio 2021

adidas investimenti calcio

 

Adidas Nike investimenti calcio Quanto valgono gli accordi di sponsorizzazione di Adidas e Nike nel mondo del calcio? La risposta arriva da un grafico di KPMG Football Benchmark, che ha stabilito il valore degli accordi dei due noti brand di abbigliamento sportivo nel mondo dello sport.

Il calcio occupa la fetta maggiore di investimenti per entrambi i marchi, con l’azienda statunitense che spende il 50% della cifra totale (pari a 1.673,4 milioni di dollari), mentre la società tedesca arriva addirittura a quota 73% (sui 1.405,6 milioni di dollari investiti).

Dunque, la spesa di Nike per gli accordi di sponsorizzazione nel mondo del calcio – tra i principali ricordiamo quelli con Barcellona, Liverpool, PSG, Chelsea Atletico Madrid e le italiane Inter e Roma – ammonta a 834 milioni di dollari.

Segue il basket per l’azienda statunitense (che veste tutte le franchigie di NBA), con una spesa pari a 350 milioni di dollari. Seguono football americano (194 milioni), i college statunitensi (130 milioni) e a pari merito baseball e golf, con accordi per 100 milioni di dollari ciascuno.

Sul fronte Adidas, l’investimento nel mondo del pallone supera il miliardo di dollari (1.026 milioni di dollari). Tra i contratti più pesanti quelli con Real Madrid, Manchester United, Juventus, Bayern Monaco, Arsenal e quello per tutti i club di MLS.
fonte:https://www.calcioefinanza.it

12 Novembre 2020

INVESTIMENTI CALCIO iNTER INNOVATION FOOTBALL

 

MILANO – Non potranno esserci correzioni di rotta fondate su massicci investimenti da parte di Suning. La direzione era già chiara prima dello scoppio dell’epidemia partita dalla Cina. A maggior ragione lo è adesso in questa fase nella quale la crisi economica, provocata dal Covid-19, morde in ogni settore dell’economia, calcio compreso. Il bilancio dell’Inter, che sarà approvato alla fine di questo mese, chiuderà con un “rosso” intorno a quota 100 milioni. E anche l’esercizio in corso, a meno di incrementi sostanziosi nei premi Uefa grazie a un lungo cammino in Champions League, dovrà fronteggiare un passivo consistente. In ogni caso la perdita attuale è decisamente inferiore rispetto a quelle di altri club italiani come Milan e Roma che hanno chiuso rispettivamente a -195 e -204 milioni. Ma è comunque tale da spingere la famiglia Zhang a chiedere al club nerazzurro di ricercare l’auto-sostenibilità.

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Un buco dalla Cina

D’altronde a fine luglio è stato necessario ricorrere ad altri 75 milioni di prestito obbligazionario con un incremento significativo del debito finanziario. Le ripercussioni calcistiche sono diventate evidenti con il chiarimento di Villa Bellini di fine agosto quando è stato spiegato ad Antonio Conte che sarebbero arrivati altri rinforzi solo di fronte a corrispondenti uscite. Impossibile quindi regalare Kanté all’allenatore salentino. E si proseguirà così. Già prima dello scoppio della pandemia il governo cinese era uscito dalla fase di massicci investimenti nel calcio, inizialmente voluti dal presidente Xi Jinping che poi ha frenato. Si spiega così la contrazione dei ricavi commerciali dall’Estremo Oriente, la voce che ha provocato l’impatto negativo più forte sui conti interisti (al di là dei mancati introiti da botteghino dovuti alle “porte chiuse”).

fonte: tuttosport