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Football Economy

28 Giugno 2020

Ricomincia il campionato (la serie A sabato 20 giugno e la serie B venerdì 19 giugno). E con lui possono riprendere anche i piani di investimento del tifoso. L’importante è continuare a rispettare le stesse regole che erano state stabilite all’inizio della stagione calcistica. Una piccola quota da versare in occasione di ogni partita, con un piano di accumulo flessibile, se si verificano determinate condizioni. Così facendo, alla fine del campionato ci si ritroverà con un piccolo tesoretto, figlio dei versamenti effettuati e degli eventuali guadagni ottenuti (nell’ipotesi che i mercati siano andati bene). E questo piccolo capitale potrà poi essere utilizzato per soddisfare i propri bisogni, oppure si potrà decidere di lasciare i soldi investiti per poi riprendere il piano di accumulo all’inizio della prossima stagione calcistica.

Per avere un’idea chiara di come si può evolvere un piano di accumulo ispirato al proprio “campione” siamo scesi nel pratico, iniziando a costruire un portafoglio in base all’andamento della squadra del cuore, che non stiamo qui a «svelare» (diciamo solo che sta dominando il campionato di Serie B e i colori sociali sono il giallo e il rosso). Come regole, abbiamo stabilito di versare 5 euro per ogni gol e 5 euro per ogni punto realizzato, con due versamenti extra di 50 euro; uno in caso di piazzamento al primo posto alla fine del girone di andata e l’altro in caso di vittoria del campionato. Stabilite ile regole, veniamo alla realizzazione pratica del «piano di accumulo del tifoso». Il piano si è interrotto con lo stop al calcio di inizio marzo per l’emergenza coronavirus. E ora che è pronto a ripartire andiamo a fare un bilancio provvisorio. Il primo versamento di 5 euro risale al 26 agosto 2019; un pareggio (0-0) alla prima giornata di campionato. L’ultimo versamento di 35 euro, invece, è del 7 marzo 2020; una vittoria per 4-0 nella 28esima giornata di campionato. In tutto sono stati accantonati 665 euro che, investiti in un fondo azionario America, oggi valgono 680,30 euro. A oggi, quindi, il rendimento, è stato del 2,3%, che non è male considerando il pesante sell-off che ha colpito i mercati azionario durante questo primo semestre 2020.

Un piano del tifoso può essere costruito su ogni tipo di sport. Non solo il calcio, quindi, ma anche la Formula 1, la MotoGp, il basket, il tennis o la pallavolo, per citarne alcuni. Basta darsi delle regole e rispettarle. Ad agosto dell’anno scorso, Euclidea ha realizzato per L’Economia del Corriere della Sera quattro simulazioni ispirate a quattro campioni differenti in altrettante discipline sportive. Ogni portafoglio è stato costruito con un diverso livello di rischio, in relazione alle caratteristiche dei campioni selezionati: da quello più aggressivo su Valentino Rossi (30 euro da versare per ogni piazzamento tra le prime cinque posizione), a quello più conservativo su Roger Federer (10 euro per ogni vittoria), a quello più fantasioso su Lionel Messi (10 euro per ogni gol). Regole che possono essere applicate o modellate per qualsiasi piano del tifoso e su qualsiasi tipo di sport o campione.

fonte: corriere.it


23 Giugno 2020

Vincere sempre, a prescindere dall’ambito. Questo il pensiero di Zlatan Ibrahimovic, un concetto non solo legato al mondo del pallone. La Gazzetta dello Sport, infatti, dedica uno spazio alle attività extra calcio dello svedese del Milan, in questo caso alla passione nata per i cavalli. “E’ iniziato tutto un po’ per caso – ha raccontato al quotidiano svedese Expressen Michol Del Signore, che dal 2017 è comproprietaria con l’attaccante di Grande Dieni, una baia olandese di 9 anni che si è messa in evidenza in alcuni concorsi nazionali e internazionali di salto ostacoli -. Quando Zlatan ha iniziato a investire in immobili in Italia, ha conosciuto la mia famiglia. Siamo diventati amici, abbiamo iniziato a parlare della mia attività e ci è venuta l’idea di investire insieme in un cavallo. Così nel 2017 abbiamo acquistato Grande Dieni. Zlatan si è interessato molto rapidamente, ha un ruolo importante e mi supporta molto. Il progetto è portarla al top, per poi venderla”.

INVESTIMENTI E CALCIO – Calcio ma non solo, gli investimenti di Ibra: “Vuole vincere, il nostro cavallo con lui al top”

fonte:https://www.tuttomercatoweb.com


8 Maggio 2020

E’ notizia dei giorni scorsi che il fondo Elliott abbia deciso di azzerare i diritti di voto in Telecom – a 0,265% – con la partecipazione nella società telefonica italiana scesa al 5,127%.

Una mossa che, stando a fonti vicine al fondo statunitense, non modificherà l’impegno di Elliott sul fronte Telecom. La spiegazione è che in questo modo la posizione è meglio finanziata e che i diritti di voto, passata l’assemblea, non servono, ma che potranno essere recuperati all’occorrenza sull’ intera quota del 5,127%.

Come spiega Il Sole 24 Ore, resta comunque il fatto che anche il fondo di Paul Singer – come è successo agli altri che si sono avvicinati a Telecom – ha chiuso la partita in perdita, pur mantenendo un’esposizione economica, su poco più della metà dell’investimento precedente, nella speranza di recuperare qualcosa.

In Italia Elliott, che gestisce capitali altrui, si è ritrovato in portafoglio scommesse di difficile smobilizzo in questo contesto: il Milan, l’hotel Bauer a Venezia, e il Credito fondiario che si occupa di gestione degli npl. L’unico titolo “liquido” era Telecom. La considerazione che hanno fatto a New York è che ormai quello che poteva essere fatto è stato fatto.

Tuttavia, fonti vicine al fondo assicurano che Elliott non si disimpegnerà dall’Italia e, anzi, nell’arco di un paio di mesi, non sono da escludere nuovi investimenti controcorrente, con potenziale di rialzo importante.


6 Aprile 2020

Se l’investimento nelle azioni della propria squadra del cuore è in questo periodo di emergenza coronavirus a rischio elevato, quello nelle obbligazioni non è da meno. Infatti, così come per i bond di qualsiasi altra società, anche nello sport la differenza di prezzo tra chi compra e chi vende è così ampia che non si riesce a chiudere la transazione. Se l’emergenza non permetterà ai campionati e alle coppe di terminare, le società saranno in forte stress finanziario specie a causa dei pagamenti da diritti televisivi che potrebbero essere interrotti.

I guadagni e le spese del settore
A fronte di questi mancati introiti le uscite potrebbero però ridursi: per esempio le spese legate agli spostamenti, alla manutenzione dello stadio e agli stipendi dei giocatori che potrebbero essere rinegoziati, oppure a quelle di natura fiscale che beneficerebbero di un rinvio o ancora meglio di uno sconto sulla base della proposta che verrà indirizzata al Governo dalla Federcalcio. Diverso è il caso di posticipo del campionato che comporterebbe un semplice rinvio dei flussi di cassa e non dovrebbe rappresentare un problema per i club più solidi.

Quali sono i rischi di un bond
Come valutare però il rischio di un’obbligazione? Uno dei parametri “guida” che i mercati finanziari riconoscono è il rendimento (gli altri sono la liquidità, il cambio e la solidità dell’emittente): più è alto, più l’investimento viene percepito rischioso dal mercato. E nel caso dei bond delle società calcistiche europee il rendimento è sensibilmente aumentato dall’esplosione del contagio in Italia. Il rischio principale che si corre dunque in questo tipo di bond è che in caso di vendita anticipata (cioè prima della naturale scadenza), si potrebbe incorrere in un deprezzamento del titolo in conto capitale e non riottenere dunque quanto inizialmente investito.

fonte: ilsole24ore.com

Innovation Football - Calcio e Investimenti - Al momento è difficile trovare compratori di obbligazioni
Innovation Football

1 Aprile 2020

Se l’investimento nelle azioni della propria squadra del cuore è in questo periodo di emergenza coronavirus a rischio elevato, quello nelle obbligazioni non è da meno. Infatti, così come per i bond di qualsiasi altra società, anche nello sport la differenza di prezzo tra chi compra e chi vende è così ampia che non si riesce a chiudere la transazione. Se l’emergenza non permetterà ai campionati e alle coppe di terminare, le società saranno in forte stress finanziario specie a causa dei pagamenti da diritti televisivi che potrebbero essere interrotti.

I guadagni e le spese del settore
A fronte di questi mancati introiti le uscite potrebbero però ridursi: per esempio le spese legate agli spostamenti, alla manutenzione dello stadio e agli stipendi dei giocatori che potrebbero essere rinegoziati, oppure a quelle di natura fiscale che beneficerebbero di un rinvio o ancora meglio di uno sconto sulla base della proposta che verrà indirizzata al Governo dalla Federcalcio. Diverso è il caso di posticipo del campionato che comporterebbe un semplice rinvio dei flussi di cassa e non dovrebbe rappresentare un problema per i club più solidi.

Quali sono i rischi di un bond
Come valutare però il rischio di un’obbligazione? Uno dei parametri “guida” che i mercati finanziari riconoscono è il rendimento (gli altri sono la liquidità, il cambio e la solidità dell’emittente): più è alto, più l’investimento viene percepito rischioso dal mercato. E nel caso dei bond delle società calcistiche europee il rendimento è sensibilmente aumentato dall’esplosione del contagio in Italia. Il rischio principale che si corre dunque in questo tipo di bond è che in caso di vendita anticipata (cioè prima della naturale scadenza), si potrebbe incorrere in un deprezzamento del titolo in conto capitale e non riottenere dunque quanto inizialmente investito.

fonte:https://www.ilsole24ore.com

investire nel calcio


23 Marzo 2020

Il calcio conta i danni da coronavirus: solo con gli straordinari eviterà il crac

La Lega Calcio spera di ricominciare dai primi di maggio. Gli effetti sul mercato: il valore dei cartellini si abbassa. Ma se la stagione non finisse, sarebbe un danno da 700 milioni

La Lega di A si riunisce quasi ogni giorno e quasi ogni giorno litiga. Non è facile, in tempi di coronavirus, gestire la tripla emergenza: sanitaria, sportiva, economica. Servono misure straordinarie per fronteggiare la crisi: la prima buona notizia è che da lunedì sarà possibile per le società il rinvio al 30 aprile del pagamento di ritenute e contributi. Su un punto i presidenti sono d’accordo e contano sull’appoggio della Figc: bisogna fare di tutto per arrivare in fondo alla stagione. Altrimenti per molti nostri club rimettersi in piedi sarà impossibile.

Nessuno crede all’ipotesi di tornare a giocare dal 4 aprile. La Confindustria del pallone spera di farlo all’inizio di maggio: ci sono 9 weekend sino alla fine di giugno e 12 sono le giornate da recuperare, 13 se consideriamo una finestra per le partite saltate del 25° turno. Giocando domenica e mercoledì si può evitare il crac. Per andare oltre il 30 giugno, data di scadenza di contratti, prestiti e impegni con gli sponsor, serve invece un decreto ministeriale.

Ma il problema vero è se il Covid 19 non desse tregua e la Federcalcio fosse costretta a annullare la stagione. Il danno sarebbe stimabile tra i 600 e i 700 milioni. Una cifra che mette in agitazione i presidenti. L’alleanza Sky-Dazn versa nelle casse di via Rosellini 973 milioni (780 dall’emittente di Murdoch) a cui vanno sommati i 371 milioni di diritti esteri e i 35 pagati dalla Rai per la Coppa Italia. Il totale fa 1,37 miliardi. Il mancato introito per l’ultimo terzo di stagione sarebbe attorno ai 425 milioni. Ma tra società e tv nascerebbe una battaglia legale dall’esito non scontato, data l’eccezionalità del momento, con la sospensione sancita da un decreto. E date anche possibili clausole sulla natura aleatoria del contratto: in questo caso rescissione e risoluzione non sono previste. Di sicuro andrebbero considerati fino a 90 milioni di mancati incassi tra biglietti e abbonamenti da restituire e una cifra intorno ai 150 milioni di ricavi commerciali svaniti. Se il virus l’avesse vinta, più di metà delle società di A rischierebbero di non iscriversi al campionato.

Il presidente Gravina ha inviato una lettera alle Leghe, chiedendole di quantificare i danni attuali e sta preparando un’ampia relazione da presentare al ministro dello Sport, Spadafora, in cui chiederà il differimento dei contributi fiscali e provvedimenti che possano rimettere in piedi il sistema, tenendo conto che ora il danno più grande è per le tv.

Anche se questo tormentato campionato dovesse arrivare all’epilogo, i danni sarebbero evidenti. Si parla del 20%, perché di sicuro la crisi inciderà sulla ripartenza. E dopo anche sul mercato. Il rischio è che l’Italia, che aveva accorciato il gap dalle altre Leghe con il record di spesa (1390 milioni), sia costretta a una frenata. Meno soldi da investire e un ribasso degli investimenti stimabile al momento nel 10%. Un esempio? Se per un talento come Tonali, il Brescia di Cellino sperava di ricavare 60 milioni dalla Juve e ha rifiutato l’offerta di 50 dalla Fiorentina, ora forse dovrà accontentarsi di 40.

Il discorso vale per tanti talenti in vetrina: da Donnarumma, che il Milan potrebbe sacrificare per aggiustare i conti, a Bernardeschi, superfluo alla Juventus, sino a Chiesa che insieme a papà Enrico sta trattando il prolungamento sino al 2024 con Commisso via Skype ma potrebbe lo stesso finire sul mercato se dovesse chiedere la cessione. L’estate scorsa valeva 70 milioni. Adesso, in tempo di crisi, il prezzo potrebbe calare. Ammesso e non concesso che la Fiorentina, come altre società sono pronte a fare, non inserisca una clausola anti svalutazione. Per sopravvivere è il momento di aguzzare l’ingegno.

danni economia calcio coronavirus - innovation football
danni economia calcio coronavirus – innovation football

11 Marzo 2020

Millennials, Post-Millennials… in qualsiasi modo le si voglia chiamare, le nuove generazioni sono tutte accomunate da una cosa: la propensione alla tecnologia. E, di conseguenza, anche ai videogiochi. Ecco perché il nuovo fenomeno degli eSports sta prendendo sempre più piede. Fenomeno che non risparmia di certo il calcio, dove giochi come FIFA o PES rappresentano ormai una vera e propria realtà professionale. I campionati ufficiali che sono nati – e che stanno nascendo – ne sono la dimostrazione.

eSerieA, Be Sports (Serie B), eEuro2020, eNations Cup e non solo. Le leghe di tutto il mondo si stanno pian piano organizzando per dare sempre più spazio alla parte videoludica del calcio. E di conseguenza anche i club stanno cercando di allinearsi, con la creazione di squadre di videogiocatori propri o attraverso accordi con vari team di sport elettronici già formati e conosciuti.

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Le prime società ad aver colto l’occasione degli eSports sono state Barcellona e Schalke04, che però non si sono affatto fermate al calcio: i loro progetti esportivi hanno infatti coinvolto anche team di League of Legends o Rocket League, videogiochi tra i più popolari nel panorama mondiale. In Italia, invece, sono state Sampdoria, Empoli e Genoa ad aprire la strada degli eSports. E con il tempo si sono aggiunte le altre. investimenti calcio, esport e investimenti calcio - Innovation football

fonte: https://gianlucadimarzio.com


13 Febbraio 2020
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Il Paris Saint-Germaincome riporta goal.com – ha scalzato il Manchester City dal primo posto nella classifica dei club col maggiore potenziale economico del calcio mondiale stilata da Soccerex Football Finance 100 report.

Il Bayern Monaco è terzo ma distante in classifica, mentre Tottenham e Real Madrid completano la top 5.

Il Manchester United invece è scivolato fuori dalla top 10, in sedicesima posizione, principalmente a causa del deprezzamento del valore della squadra e di un aumento del debito.

I dati tengono conto dei risultati sportivi (A), degli assets (B), della liquidità (C), dell’investimento potenziale del proprietario (D) e dell’indebitamento netto (E) per fornire un punteggio complessivo del Football Finance Index (FFI).

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FFI analizza le performance dei club in base alle variabili sopra indicate, ponderate rispetto alla percentuale di quella variabile sul totale cumulativo.

Il punteggio FFI può essere calcolato come segue: (A) + (B)  + (C) + (D) – (E). Continua a leggere per scoprire i 40 club più potenti del mondo a livello finanziario.

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24 Gennaio 2020

Investimenti nel calcio: in arrivo 200 milioni per le strutture pubbliche – Il progetto elaborato e gestito dall’Istituto per il Credito Sportivo intende sostenere, nell’ambito di strategie di sviluppo urbano integrato, il rinnovamento, il potenziamento e la realizzazione di strutture sportive di proprietà pubblica

L’Istituto per il Credito Sportivo (ICS), unica banca pubblica italiana a servizio dello Sport e della Cultura, e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), banca dell’Unione Europea partecipata da tutti gli Stati membri in qualità di azionisti, hanno firmato un accordo che prevede lo stanziamento complessivo di 200 milioni di euro per il finanziamento di interventi di costruzione, riqualificazione ed efficientamento ad ampio spettro di strutture sportive gestite dagli Enti Locali italiani.

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Il progetto elaborato e gestito dall’ Istituto per il Credito Sportivo, infatti, intende sostenere, nell’ambito di strategie di sviluppo urbano integrato, il rinnovamento, il potenziamento e la realizzazione di strutture sportive di proprietà pubblica che si qualifichino anche attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche degli impianti garantendone una adeguata accessibilità, e l’efficientamento energetico per una maggiore sostenibilità ambientale e finanziaria.

Questa operazione prevede il finanziamento da parte di BEI di 100 milioni di euro in favore di ICS, che a sua volta si approvvigionerà di altri 100 milioni di euro da destinare direttamente al progetto-Paese gestito dal Credito Sportivo. Un accordo che rafforza e rinnova il ruolo dell’Istituto per il Credito Sportivo, quale banca sociale per lo sviluppo, confermando la capacità di confrontarsi con strumenti complessi e sofisticati utili a diversificare le fonti di provvista finanziaria e a ottenere risorse che garantiscono condizioni particolarmente agevolate e costi sostenibili per lo sviluppo dello sport, strumento in grado di contribuire alla costruzione di una società inclusiva, multiculturale e integrata.

fonte: https://www.corrieredellosport.it


12 Gennaio 2020

Atalanta, Cagliari, Genoa, Inter, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese: sono queste le squadre di Serie A che sono finte sotto la lente d’ingradimento dell’Antitrust.

Il Garante – come spiega il Corriere della Sera – intende valutare la possibile vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni generali di contratto relative all’acquisto dell’abbonamento annuale e del biglietto per la singola partita. Si tratta in particolare — spiega la nota dell’autorità presieduta da Roberto Rustichelli — di quelle clausole che non riconoscerebbero il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso in caso di chiusura dello Stadio o di parte dello stesso; ad ottenere il rimborso del titolo di accesso per la singola gara in caso di rinvio dell’evento, sia per fatti imputabili alla società, sia quando tale circostanza prescinda dalla responsabilità di quest’ultima; a conseguire il risarcimento del danno qualora tali eventi siano direttamente imputabili alla società.

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Secondo l’antitrust «tali clausole potrebbero risultare vessatorie» ai sensi del Codice del Consumo «poiché, escludendo o limitando la responsabilità delle società di calcio, parrebbero suscettibili di introdurre un significativo squilibrio a carico dei consumatori nelle prestazioni contrattuali». L’attività in corso fa seguito al mancato accoglimento dell’invito rivolto dall’Autorità alle società l’8 maggio 2019 ad adottare iniziative dirette a rimuovere le clausole. Solo il Bologna e il Parma Calcio hanno accolto la moral suasion dell’autorità modificando le loro condizioni generali di contratto, «con la rimozione dei profili di possibile vessatorietà» e per questo motivo nei loro confronti il procedimento è stato archiviato.