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economia

12 Gennaio 2020

Atalanta, Cagliari, Genoa, Inter, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese: sono queste le squadre di Serie A che sono finte sotto la lente d’ingradimento dell’Antitrust.

Il Garante – come spiega il Corriere della Sera – intende valutare la possibile vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni generali di contratto relative all’acquisto dell’abbonamento annuale e del biglietto per la singola partita. Si tratta in particolare — spiega la nota dell’autorità presieduta da Roberto Rustichelli — di quelle clausole che non riconoscerebbero il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso in caso di chiusura dello Stadio o di parte dello stesso; ad ottenere il rimborso del titolo di accesso per la singola gara in caso di rinvio dell’evento, sia per fatti imputabili alla società, sia quando tale circostanza prescinda dalla responsabilità di quest’ultima; a conseguire il risarcimento del danno qualora tali eventi siano direttamente imputabili alla società.

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Secondo l’antitrust «tali clausole potrebbero risultare vessatorie» ai sensi del Codice del Consumo «poiché, escludendo o limitando la responsabilità delle società di calcio, parrebbero suscettibili di introdurre un significativo squilibrio a carico dei consumatori nelle prestazioni contrattuali». L’attività in corso fa seguito al mancato accoglimento dell’invito rivolto dall’Autorità alle società l’8 maggio 2019 ad adottare iniziative dirette a rimuovere le clausole. Solo il Bologna e il Parma Calcio hanno accolto la moral suasion dell’autorità modificando le loro condizioni generali di contratto, «con la rimozione dei profili di possibile vessatorietà» e per questo motivo nei loro confronti il procedimento è stato archiviato.


31 Dicembre 2019

Il brand del settore immobiliare scende in campo con un team di consulenti ad hoc per offrire assistenza e soluzioni immobiliari e finanziarie a dirigenti, allenatori, calciatori, agenti e sponsor club ed enti proprietari di impianti sportivi

Gabetti, storico brand del settore immobiliare, scende in campo con un team di consulenti ad hoc per offrire assistenza e soluzioni immobiliari e finanziarie a dirigenti, allenatori, calciatori, agenti e sponsor club ed enti proprietari di impianti sportivi che, soprattutto nelle periferie, non riescono ad essere totalmente fruibili dalla collettività per mancanza di know how imprenditoriali in grado di metterli a reddito. Il progetto “Gabetti calcio” vanta testimonial d’eccezione come Giovanni Malagò, Antonio Matarrese, i campioni del mondo Pablito Rossi e Marco Tardelli.

“Gabetti Calcio nasce da una premessa importante: l’universo calcio attrae e genera somme di denaro notoriamente rilevanti, ma non sempre questi introiti vengono fatti fruttare al meglio. I calciatori, per esempio, vantano sì stipendi elevati ma nell’arco di pochi anni. Noi possiamo aiutarli nel gestire le ricchezze accumulate e trovare opportunità che generino rendite, anche quando termineranno la loro attività agonistica”, ha detto Ferdinando Elefante, relationship manager del Gruppo e responsabile del progetto Gabetti Calcio.

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“Allo stesso modo gli stadi e i centri di allenamento spesso rappresentano per le società sportive o le amministrazioni comunali voci di spesa più che opportunità di reddito. La nostra sfida è trasformarli da semplici asset in infrastrutture strategiche, in grado di generare benefici economici. Ma non solo. Seguiremo anche gli alloggi dei giovani giocatori che possono pesare, e non poco, sui bilanci delle società sportive: con la nostra consulenza queste spese possono tradursi in investimenti su progetti di residenze di proprietà. Infine, grazie a un accordo con i principali istituti di credito, offriamo l’opportunità del factoring sui contratti dei giocatori e/o su altri crediti”. “Sul fronte stadi, oltre alla messa a reddito, il problema maggiore da affrontare per renderli strategici è la riqualificazione degli immobili. Gli impianti di serie A hanno una età media che supera i 60 anni e la quasi totalità necessita di lavori di rinnovamento e adattamento alle nuove norme di sicurezza”, ha aggiunto Roberto Busso, ad del Gruppo Gabetti.

fonte:italiaoggi.it