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innovation football

28 Maggio 2020

Attraverso il proprio sito internet l’Avellino ha diramato una nota in merito al completamento del passaggio delle quote del club al presidente Angelo D’Agostino. Ecco il testo:

Si è concluso in serata, presso lo studio del Notaio Luca Di Lorenzo di Napoli, l’incontro per il passaggio delle quote societarie relative all’Us Avellino dall’azienda Sidigas – rappresentata dai Commissari nominati dal Tribunale di Avellino Dario Scalella e Francesco Baldassarre – al Gruppo facente capo all’imprenditore Angelo Antonio D’Agostino. La cessione è avvenuta a seguito del saldo totale delle quote, previsto entro il 30 maggio; i commissari si sono detti estremamente soddisfatti per il buon esito dell’operazione, capace di garantire al club biancoverde un solido e radioso futuro. Forte la soddisfazione del Presidente, Angelo Antonio D’Agostino: “si chiude in anticipo rispetto alle scadenze prefissate un’operazione tanto delicata quanto dirimente per la costruzione del nuovo Us Avellino. Resta in piedi la questione della Recompra, la cui opzione scadrà naturalmente il prossimo 30 ottobre. Oggi si apre un nuovo capitolo, che ci vedrà impegnati su più fronti per restituire ai tifosi una squadra capace di emozionare e di onorare al meglio il territorio che rappresenta”.


11 Marzo 2020

Millennials, Post-Millennials… in qualsiasi modo le si voglia chiamare, le nuove generazioni sono tutte accomunate da una cosa: la propensione alla tecnologia. E, di conseguenza, anche ai videogiochi. Ecco perché il nuovo fenomeno degli eSports sta prendendo sempre più piede. Fenomeno che non risparmia di certo il calcio, dove giochi come FIFA o PES rappresentano ormai una vera e propria realtà professionale. I campionati ufficiali che sono nati – e che stanno nascendo – ne sono la dimostrazione.

eSerieA, Be Sports (Serie B), eEuro2020, eNations Cup e non solo. Le leghe di tutto il mondo si stanno pian piano organizzando per dare sempre più spazio alla parte videoludica del calcio. E di conseguenza anche i club stanno cercando di allinearsi, con la creazione di squadre di videogiocatori propri o attraverso accordi con vari team di sport elettronici già formati e conosciuti.

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Le prime società ad aver colto l’occasione degli eSports sono state Barcellona e Schalke04, che però non si sono affatto fermate al calcio: i loro progetti esportivi hanno infatti coinvolto anche team di League of Legends o Rocket League, videogiochi tra i più popolari nel panorama mondiale. In Italia, invece, sono state Sampdoria, Empoli e Genoa ad aprire la strada degli eSports. E con il tempo si sono aggiunte le altre. investimenti calcio, esport e investimenti calcio - Innovation football

fonte: https://gianlucadimarzio.com


6 Marzo 2020

“Ci hanno dato l’onore e il piacere di rimanere”. Così Andrea Riccio ha commentato l’evoluzione societaria dell’Avellino. Innovation Football, con Riccio e Ciriaco Cusano, amministratore della IF, hanno raggiunto Vicolo Giardinetto per la definizione degli ultimi accordi dal notaio Pellegrino D’Amore: “Chiaramente, è stata una scelta nostra, ma avallata dal dottor D’Agostino. – ha aggiunto Riccio – Avevamo un piano d’azione che volevamo mettere in atto già dalla vecchia proprietà, ad agosto dell’anno scorso. Non è stato possibile fino a oggi, vedremo per il futuro. All’inizio volevamo entrare nell’Avellino perché la Football Economy era la nostra ispirazione, di una delle nostre società. Innovation Football era una delle nostre società. Non è stato possibile allora, lo è stato dopo, però non abbiamo mai potuto fare quello che pensavamo di fare. In questi giorni siamo rimasti in doveroso silenzio, ci mancavamo noi a dire la nostra e il quadro era completo. Non ci siamo messi in mostra, non ci siamo esposti perché il nostro pensiero era un altro. Cusano è l’amministratore dell’Innovation Football. Penso che ci muoveremo insieme per tutte le cose che verranno poste sul tavolo”.

“Noi siamo abituati a fare i fatti, non le chiacchiere. – queste, invece, le parole di Cusano – Ecco perché abbiamo preferito rimanere dietro le quinte, non entrare in quello che capitava. Oggi vogliamo fare i fatti, con D’Agostino”.

ARTICOLO DA https://www.ottopagine.it

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22 Dicembre 2019

Innovation Football, nella persona di Andrea Riccio, entra nell’asset societario dell’US AVELLINO 1912

Il 20 dicembre l’Avellino calcio 1912 ha presentato la sua nuova proprietà alla stampa in una conferenza svolta nella sala preposta dello stadio Partenio. Tra i soci c‘è la Innovation Football di Ariano Irpino che col 25% delle quote entra nell’asset societario.

Ma chi è e cosa fa Innovation Football: ecco le parole di Andrea Riccio, delegato all’operazione Avellino ed ideatore del progetto:

“Innovation Football è una delle società del Gruppo INNOVATION che esprime le sue idee attraverso varie iniziative imprenditoriali tutte di respiro nazionale, divulgate attraverso la forte rete di consult management che da 25 anni propone gli strumenti commerciali e le proposte dei soci. Innovation Football permette agli appassionati di calcio, e non solo, di entrare nel suo progetto imprenditoriale per operare nella football economy attraverso la valorizzazione di asset commerciali, la formazione di nuove figure professionali inerenti il mondo del calcio. Innovation fa da incubatore ai progetti innovativi e tecnologici per affrontare la football economy in modo trasversale e moderno”.

“Perché proprio l’Avellino Calcio? Innanzitutto perché Avellino è il nostro capoluogo e noi siamo figli dell’imprenditoria e dello spirito di iniziativa e di sacrificio di questa terra. Non ci poteva essere un’altra squadra per Innovation Football. L’Avellino è una delle società di Lega Pro più prestigiose d’Italia, ha una storia ed un blasone di grandissimo livello ed ha club di tifosi in tutto il mondo. Il calcio ad Avellino è mediaticamente una delle piazze più seguite, la stampa è competente e battagliera ed opera nell’interesse dei tifosi e della squadra.
L’operazione Avellino ci permette di avere rapporti con tutte le società professionistiche che è una grandissima opportunità per il progetto Innovation Football e per i suoi soci. Pensiamo di dare alla società U.S. Avellino calcio 1912 il nostro supporto organizzativo, economico e relazionale al fine di creare stabilità, sicurezza e soprattutto riportare la squadra ai vecchi fasti. Forza Avellino calcio, sempre!

 

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18 Dicembre 2019
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Scommesse e decreto dignità: sarebbe dovuto finire tutto, ma alcune società potrebbero aver trovato una scappatoia. Accordi con gli sponsor per pubblicità all’estero, mentre i siti di scommesse si sono trasformati in siti di informazione.

Ma che cos’è il decreto dignità?

Un po’ di storia… Nell’estate 2018 appena insediato, il primo Governo Conte tirò fuori un provvedimento, che oltre ad una stretta sui contratti a termine dichiarava anche guerra al gioco d’azzardo ed alla ludopatia. Vietata ogni forma di pubblicità per giochi e scommesse. Un blocco totale agli spot sul gioco d’azzardo e soprattutto le scommesse su eventi sportivi che avrebbe colpito, al momento dell’entrata in vigore del decreto, “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet”. A farne le spese, evidentemente molte società sportive (prime fra tutte quelle calcistiche) che fra i propri sponsor, partner avevano società di scommesse. Vietate inoltre, a partire dal 1 gennaio 2019, anche tutte le “sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive ed acustiche e la sovrimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità è vietata”.

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Gli impatti sul calcio

E giù un mare critiche perché, pur in presenza di una obiettivo meritevole, quello di tutelare  i soggetti più vulnerabili da quella che può diventare una dipendenza socio-economica dal gioco d’azzardo con veri e propri effetti anche sull’equilibrio familiare e con il rischio a dover ricorrere a prestiti usurari anche in considerazione delle rilevanti dimensioni che tale pratica ha assunto nel nostro Paese, erano in molti a ritenere che un divieto così rigido sarebbe andato a colpire anche una fonte di reddito importante per alcune categorie di imprese, quali i club sportivi ed in particolare quelli calcistici, ma anche tutto il mondo della comunicazione che ruota intorno alle scommesse in ambito sportivo. Non vi era infatti trasmissione sportiva che al suo interno non avesse uno spazio dedicato alle scommesse né giornale senza inserti di questo tipo o sito internet senza un banner di compagnie di betting. Ed il divieto di pubblicità ha colpito principalmente coloro che beneficiavano di queste forme di sponsorizzazione: i club sportivi, in particolare quelli calcistici, ma anche la stessa Federazione (molto controversa è stata la vicenda della sponsorizzazione degli azzurri con una primaria compagnia di scommesse sportive) e le varie Leghe professionistiche. La stessa Lega di Serie B ed il relativo campionato erano sponsorizzati proprio da un’altra di queste società!

Nessuna meraviglia per la preoccupazione delle società calcistiche e delle due principali Leghe di calcio espressa con due comunicati quasi gemelli. In questi comunicati si manifestava il timore di perdere un indotto importante per le società affiliate (facendo pure i numeri: 12 società avevano in corso un accordo di partecipazione con aziende del comparto betting che portava loro più di 1/5 degli investimenti pubblicitari e stavano per concludere degli accordi analoghi). Ma soprattutto una perdita di concorrenzialità del nostro calcio di fronte ai primari campionati stranieri in cui le società di gaming rappresentavano e tuttora rappresentano un’importante fonte di reddito per le società sportive. Anche in questo caso facendo i numeri le due Leghe avevano rilevato come quello delle scommesse sportive fosse il 5° settore fra gli investimenti pubblicitari nei 6 principali campionati europei e che in Premier League, punto di riferimento per tutti, il 45% dei club aveva come sponsor di maglia una società di betting e che tutti gli stadi erano attrezzati con un punto gaming al loro interno.

fonte: ilposticipo.it


9 Dicembre 2019
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La finanza nel pallone. Dopo l’acquisto del 10% del Manchester City da parte del fondo Silver Lake che ha fatto decollare il valore del club inglese a quasi cinque miliardi di dollari, un altro big americano del private equity, Cvc, si muove sui campi di calcio.

Ma con due obiettivi ancora più ambiziosi: finanziare la prima edizione in Cina nel 2021 della Coppa del mondo per club allargata a 24 squadre e fare da pivot alla creazione di nuovi tornei che sfideranno i campionati più popolari.

Gli americani avrebbero già mosso i primi passi con la Fifa sul «Mondiale a 24» per un accordo che includa anche l’acquisizione dei diritti televisivi delle partite da vendere in seguito alle emittenti di tutto il mondo. Non solo. Secondo il Financial Times, Cvc sarebbe stato contattato dal Real Madrid per finanziare il progetto della Superlega. Il presidente dei Blancos, Florentino Perez, ha in mente il progetto da tempo e lo ha anche illustrato al presidente della Fifa, Gianni Infantino: creare una competizione riservata ai club più ricchi del mondo per l’intera stagione. Il piano prevedrebbe due divisioni a 20 squadre, composte quasi esclusivamente da club dei cinque maggiori campionati d’Europa: Inghilterra, Spagna, Francia, Germania e Italia. Promozioni e retrocessioni verrebbero mantenute, ma solo tra le due divisioni.

L’idea per le società di calcio è allettante (potrebbero raddoppiare i loro ricavi lasciando i rispettivi campionati nazionali) ma la sfida è temeraria anche perché leghe nazionali – così come l’Uefa e anche l’Eca, l’associazione dei club europei si sono già espresse contro la Superlega. E nel 2018 lo stesso Infantino della Fifa aveva già dichiarato che qualunque giocatore che avrebbe partecipato ad una competizione non approvata dalla federcalcio mondiale sarebbe stato automaticamente escluso dalla rispettiva nazionale.

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Di certo, lo sguardo è rivolto al 2024 quando scadrà l’attuale format della Champions League. Ne seguirà un nuovo calendario internazionale. Che potrebbe quindi tradursi in un peso maggiore dei tornei internazionali, in una riduzione del format di quelli nazionali e nella creazione di leghe regionali per i tornei meno importanti. Con questa rivoluzione, ispirata a un modello simile a quello dell’Nba nel basket. O alla nuova Coppa Davis sponsorizzata dal fondo Kosmos del difensore del Barcellona, Gerard Piquè, con un investimento di 2,5 miliardi di dollari: 18 squadre divise in 6 gironi che si sfidano nel giro di una settimana a Madrid. L’ipotesi di un Mondiale extra-large in autunno e di una Champions d’élite nel weekend spaventa chi gestisce i tornei nazionali, destinati all’estinzione, ma anche i puristi del calcio appassionati di storia e bandiere, non di match tra fondi e big corporation.

Nel frattempo, i colossi del web non stanno a guardare. Amazon Prime ha infatti sperimentato questa settimana la prima trasmissione in streaming di un turno della Premier League, il massimo campionato calcistico inglese. Battendo il suo precedente record di iscrizioni giornaliere nel Regno Unito e diventando il terzo incomodo tra Sky e British Telecom. Per comprare diritti tv di venti partite il colosso di Jeff Bezos ha pagato 105,5 milioni di euro.


28 Novembre 2019

E’ un’autentica macchina da soldi. Il Manchester City vale 4,4 miliardi di euro ed è il club più ricco al mondo.

In questi giorni è stato ceduto alla società di private equity Silver Lake per 450 milioni il 10% della società che controlla il club inglese, un’operazione che ha fatto lievitare ulteriormente il valore. Un ulteriore iniezione di liquidità che permetterà ai Citizens di comprare altri campioni e che servirà a costruire un nuovo stadio a New York, uno degli altri 7 club in tutto il mondo gestiti dal City Football Group (New York City, Melbourne City, Girona, Club Atletico Torque, Sichuan Jiuniu, Yokohama F. Marinos e l’ultimo arrivato Mumbai City).

Per quasi tutta la sua storia il City è sempre stato la seconda squadra di Manchester, schiacciata dalla potenza economica e dagli innumerevoli trionfi dei Red Devils. Poi il vento è cominciato a cambiare con l’avvento il primo settembre del 2008 del ricchissimo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan. Sotto la guida di Roberto Mancini i Citizens conquistarono la Premier League nella stagione 2011-2012 dopo 44 anni di distanza, impresa bissata da Pellegrini due anni dopo. Ma è con l’arrivo di Pep Guardiola nel 2016-2017 che il club fa il grande salto di qualità e diventa brand appetibile in ogni parte del mondo. Con il catalano arrivano nuovi successi sportivi (due Premier di fila) e il fantastico Quadruple della passata stagione, con i cugini sempre più in difficoltà. Tanto per rendere l’idea della crescita esponenziale del club, il Manchester United vale 2,8 miliardi di dollari contro 4,8 miliardi.

“Silver Lake è un leader mondiale in investimenti tecnologici e siamo contenti sia della stima che si evince dal loro investimento in CFG, sia dalle opportunità per ulteriore espansione che si presentano grazie a questa collaborazione” ha scritto in un comunicato il presidente di City Football Group Khaldoon Al Mubarak.

Il nuovo accordo porterà così l’Abu Dhabi Group a mantenere la maggioranza con il 77% delle quote, mentre China Media Capital (entrata nel 2015 pagando circa 400 milioni di dollari) manterrà il 12% e Silver Lake intorno al 10%. Rispetto all’ingresso del gruppo cinese, la valutazione del City Football Group è ulteriormente schizzata verso l’alto: nel 2015 il versamento di 400 milioni di dollari per il 13% stimava la società intorno ai 3 miliardi di dollari, mentre oggi invece si parla di circa 4,8 miliardi di dollari.

Fonte: sportmediaset.it