Lun - Sab 8.00 - 18.00 Telefono: +39 0825 1492557

investimenti calcio

12 Aprile 2021

Investimenti nel calcio: primo Silvio Berlusconi

La prima notizia è che a guidare la banda dei paperoni italiani a capo di un club di calcio non è un presidente la cui squadra milita in Serie A. O almeno non ancora, perché Silvio Berlusconi (patrimonio stimato di 7,6 miliardi di dollari – 327° nella classifica mondiale) spera che il suo Monza lo accontenti in fretta, sbarcando nella massima serie e, perché no, battendo in un derby l’altro amore della sua vita: il Milan.

Sul secondo gradino del podio troviamo il patron dell’Inter Zhang Jindong, un paio di miliardi di dollari meno di Silvio e 339° nel tabellone planetario.

Chiude il podio l’italo-americano Rocco Comisso, numero uno della Fiorentina. Il fondatore di Mediacom, la quinta azienda fornitrice della tv via cavo degli Stati Uniti supera di circa 200 milioni di dollari i sette miliardi e si piazza al 332° posto.

A seguire, la famiglia Caputo, proprietaria del Bologna, il presidente del Milan Paul Singer e Dan Friedkin, da poco nuovo papà della Roma.

Abbastanza clamoroso che per trovare John Elkann, patron della Juventus campione d’Italia da nove stagioni, occorra scendere fino al 1580° posto. Elkann, infatti, può contare su “appena” 2 miliardi di dollari.

Percassi dell’Atalanta, Preziosi del Genoa e Squinzi del Sassuolo occupano gli ultimi tre posti della top ten dei presidenti di club italiani, tutti con un conto in banca che si aggira intorno al miliardo di dollari.


9 Febbraio 2021

adidas investimenti calcio

 

Adidas Nike investimenti calcio Quanto valgono gli accordi di sponsorizzazione di Adidas e Nike nel mondo del calcio? La risposta arriva da un grafico di KPMG Football Benchmark, che ha stabilito il valore degli accordi dei due noti brand di abbigliamento sportivo nel mondo dello sport.

Il calcio occupa la fetta maggiore di investimenti per entrambi i marchi, con l’azienda statunitense che spende il 50% della cifra totale (pari a 1.673,4 milioni di dollari), mentre la società tedesca arriva addirittura a quota 73% (sui 1.405,6 milioni di dollari investiti).

Dunque, la spesa di Nike per gli accordi di sponsorizzazione nel mondo del calcio – tra i principali ricordiamo quelli con Barcellona, Liverpool, PSG, Chelsea Atletico Madrid e le italiane Inter e Roma – ammonta a 834 milioni di dollari.

Segue il basket per l’azienda statunitense (che veste tutte le franchigie di NBA), con una spesa pari a 350 milioni di dollari. Seguono football americano (194 milioni), i college statunitensi (130 milioni) e a pari merito baseball e golf, con accordi per 100 milioni di dollari ciascuno.

Sul fronte Adidas, l’investimento nel mondo del pallone supera il miliardo di dollari (1.026 milioni di dollari). Tra i contratti più pesanti quelli con Real Madrid, Manchester United, Juventus, Bayern Monaco, Arsenal e quello per tutti i club di MLS.
fonte:https://www.calcioefinanza.it

3 Ottobre 2020

investire nel calcio, investimenti calcio
investire nel calcio

 

La Serie A stavolta gira pagina. La media company che verrà creata per la gestione dei diritti televisivi e commerciali – non solo del prossimo triennio ma di almeno un decennio – apre all’ingresso nel capitale dei fondi di investimento. Un segnale di netta discontinuità con il passato certificato questa mattina durante l’attesa assemblea di Lega delle 20 società di A: con sorpresa, all’unanimità è arrivata la decisione di schiudere le porte del business dei diritti tv a un fondo, che con ogni probabilità entrerà con il 10% delle quote della futura media company della Lega. Dunque, i club che cedono porzioni di sovranità in cambio di un fiume di denaro che alza il valore complessivo dei diritti televisivi della massima serie. Un colpo di scena: fino a poche ore prima c’era la contrapposizione tra un blocco di cemento, Juventus, Inter, Milan, Torino, Roma, Fiorentina a sostegno del progetto voluto dal presidente della Lega di A, Paolo Del Pino e l’asse con a capo Claudio Lotito, presidente della Lazio, fiero oppositore all’ingresso di un fondo nella gestione della torta dei diritti tv a fare pressing su un arcipelago di club (Atalanta, Udinese, Genoa, le neopromosse Crotone e Benevento) dubbiosi sulla novità copernicana che potrebbe sfilare potere alle società.

IN MEZZO c’era Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che spingeva per l’arrivo di un colosso della private equity ma con un contributo tecnico, non finanziario, senza concedere potere a una figura terza, visto che i diritti tv sono un prodotto esclusivo dei club e privilegiando invece la realizzazione di un canale tv della Lega di A. Insomma, un quadro composito, prima dell’assemblea. E invece, tutti uniti, vince Del Pino, vincono le grandi del Nord, con un passo indietro dello stesso Lotito. Ma era contrario anche un altro ex pezzo grosso del calcio italiano, Adriano Galliani, ex general manager del Milan, ora al Monza, con una lettera si era detto contrario all’arrivo del capitale dalla private equity. Sarà dunque la newco che sarà creata a sedersi al tavolo per la vendita dei diritti televisivi già del prossimo triennio con i broadcaster interessati.

NESSUNO SPAZIO per offerte di tipo misto e da quelle di finanziamento, ora va solo definito il prescelto, decisione che sarà presa più avanti, dopo aver esaminato i pacchetti. Due le offerte: la cordata formata da CVC, Advent e Fsi e quella costituita da Bain Capital e NB Renaissance. CVC ha messo in campo una proposta da 1,625 miliardi di euro (per il 10% delle azioni), già pronti a essere versati nelle casse dei club. Bain risponde con 1.35 miliardi (sempre per il 10% delle azioni della newco) più una componente variabile al raggiungimento di determinati obiettivi, con un minimo garantito che salirebbe a 1.5 miliardi dopo la vendita effettiva dei diritti anche se la somma sarà inferiore.

fonte: ilmanifesto.it


22 Settembre 2020

Commisso, Friedkin e Elliot: i big del calcio

Oggi sono tra i più ricchi proprietari di club di calcio in Italia. E sono tutti americani. Commisso, Friedkin e Elliot, rispettivamente i patron di Fiorentina, Roma e Milan, sono stati inseriti nella classifica dei 400 miliardari più facoltosi degli Stati Uniti, classifica stilata con la solita attenzione per i particolari dalla rivista Forbes.
Prima di diventare miliardari di successo, tutti e tre hanno condotto una vita (quasi) normale. E oggi, tra filantropia, attivismo politico, passioni cinematografiche e affari da milioni di dollari sono imprenditori di successo e sono a capo delle tre squadre di calcio italiane. Ecco i loro segreti. E ecco dove hanno scoperto la passione per il nostro calcio e i nostri colori.

Commisso, dalla Calabria alla discoteca per italo-americani

Nato il 25 novembre 1949 a Marina di Gioiosa in una famiglia operaia (il padre era un falegname), Commisso è il fondatore e Ceo della società Mediacom, con sede a Chester, New York, e da circa un anno è il nuovo proprietario della Fiorentina dopo aver preso il testimone dalla famiglia Della Valle (Diego e il fratello Andrea si sono alternati alla guida della società viola).
Secondo Forbes è il più ricco proprietario di club italiani di calcio, con un patrimonio di 5,5 miliardi di dollari.
La Mediacom Communications Corporation è un’azienda di telecomunicazioni statunitense che produce e distribuisce servizi di televisione via cavo, internet, piani tariffari telefonici. Commisso l’ha fondata dopo essere emigrato in America nel 1962, all’età di 12 anni: come primo lavoro suonava la fisarmonica durante le pause tra un tempo e l’altro nei cinema.
Commisso ha anche un passato nel calcio. Anzi, nel «soccer». Grazie alle sue abilità nel calcio, sport che è stato sempre molto diffuso in America a livello studentesco e universitario, si era guadagnato una borsa di studio alla Colombia University, dove si è laureato in Ingegneria industriale. Diversi anni dopo, nel 2013, la stessa Università avrebbe intitolato il proprio stadio «The Rocco B. Commisso Soccer Stadium», come riconoscenza per le molteplici donazioni fatte dall’imprenditore italo-americano alla celebre Università di New York e al campus.

L’arrivo di Rocco alla Fiorentina

Sposato con due figli, il funambolico magnate vuole esser chiamato Rocco, mai «Mr Commisso».
Il 6 giugno 2019 viene ufficializzato l’acquisto della Fiorentina dai fratelli Della Valle per una cifra stimata tra i 160 e i 170 milioni di euro.
Si presenta sempre con sciarpa e cravatta viola e ha una precisa idea sul calcio italiano e americano: «Il calcio americano non voglio dire che fa schifo, qui in Italia la politica non va tanto bene ma il calcio è fenomenale. Lì la politica… è più facile fare cose che in Italia ma il calcio lasciamolo stare, okay?».

Dan Friedkin: il filantropo texano

Nato il 27 febbraio 1965 a San Diego, in California, ma texano d’origine, Friedkin è conosciuto in Italia per esser il nuovo presidente della Roma. Si laurea alla Georgetown University ottenendo un master in Business administration alla Rice University. Oggi risiede a Houston, in Texas, con la moglie e quattro figli. Friedkin si è contraddistinto anche per la sua attività filantropica e ultimamente si è attivato per preservare 6 milioni di acri di terreno vergine in Tanzania.

Paul Elliott Singer, dalla laurea in psicologia al “fondo avvoltoio”

Con un patrimonio di 3,6 miliardi (222esimo posto secondo Forbes), Paul Elliott Singer dal 2018 è a capo (attraverso il fondo Elliott) dell’AC Milan. Nato da una famiglia ebrea a New York il 22 agosto 1944, il padre era un farmacista e la madre casalinga. Consegue la laurea in psicologia all’Università di Rochester nel 1966 e una laurea in legge alla Harvard Law School nel 1969.


26 Agosto 2020

Antonio Conte sta vivendo giornate complicate, non solo per la sconfitta nella finale di Europa League. Il tecnico deve capire insieme alla società se continuare ad allenare l’Inter, che potrebbe decidere di cambiare ancora allenatore. Gli scogli da superare sono tanti. Conte vuole un progetto vincente e soprattutto alcuni cambi a livelli dirigenziali, lo ha fatto capire in modo chiaro. Per molti l’addio è scontato, con Allegri pronto a subentrare. Ma sono giornate difficili per Conte che secondo quanto scrive il quotidiano ‘La Verità’ starebbe anche pensando a un investimento per niente fortunato che potrebbe essergli costato una cifra elevatissima.

Le sentenze della Corte commerciale di Londra

‘La Verità’ mostra due sentenze della corte commerciale di Londra. La prima risale allo scorso 17 luglio, l’altra invece è di agosto e riguarda un’ingiunzione di pagamento a carico di Massimo Bochicchio, un investitore italiano titolare di svariate società, che avrebbe architettato una truffa che avrebbe portato avanti con la sua presenta società ‘Kidman’.

L’investimento di Antonio Conte

Questo Bochicchio avrebbe promesso un investimento ad altissimo rendimento a otto persone, tra queste ci sarebbe anche Antonio Conte. Gli accordi prevedevano il pagamento di 33,1 milioni di euro totali entro il 30 giugno 2020 per l’ex c.t. e altri sette destinatari, inclusi Superb Sport Limited. Tutti e otto gli investitori hanno fatto ricorso alla corte commerciale di Londra, il motivo? Truffa. Tutti loro non hanno ricevuto dei soldi che dovevano riavere. E unitisi loro hanno richiesto quantomeno le somme investiste, lo hanno fatto inviando una mail, che però non ha dato nessuna risposta. Perché quell’indirizzo era falso, come il documento portato dal legale di Conte al giudice. Il denaro affidato a Bochicchio potrebbe non essere stato investito come pattuito. Bochicchio ora è nei guai. Le conseguenze hanno portato a un’ingiunzione di pagamento e successivamente è stato congelato il patrimonio di 61,4 milioni di dollari, che comprendono anche ville e proprietà di varia natura, in ogni angolo del mondo.

continua su: https://www.fanpage.it/sport/calcio/conte-ha-subito-una-truffa-in-inghilterra-ha-perso-investimenti-per-30-milioni/


10 Luglio 2020

Calcio femminile sempre più praticato in ogni parte del mondo, bello da vedere e giocare. In Usa e Europa squadre di donne si sfidano in coppe e trofei con stadi pieni e anche le arbitre avanzano: in Italia la storia sta cambiando?

Il calcio femminile in tutto il mondo è uscito dai campetti di periferia diventando un vero e proprio lavoro per sportive professioniste. Nella finale di Coppa del mondo in Francia gli stadi erano esauriti e gli incontri sono stati visti in tv e sul web da 1,2 miliardi di persone in 124 paesi. Ogni anno milioni di spettatori assistono anche agli incontri di Champions League in Europa e malgrado un certo ritardo culturale, qualcosa sta succedendo anche in Italia. Tv internet e social hanno portato nel mondo del pallone rosa i grandi sponsor per un mercato potenziale che secondo Brand finance a livello mondiale vale 1 miliardo di dollari.

Calcio femminile in Italia

In Italia la storia del calcio femminile è un pò diversa. Il vento proveniente dall’Inghilterra certamente ha fatto scendere in campo alcune ragazze già prima della guerra. Tutto però è rimasto nell’ombra fino al 1968, quando a Viareggio è nata la prima Federazione Italiana, ancora come fenomeno di nicchia. Se nel 2000 le calciatrici italiane tesserate erano ancora poche, circa 10 mila contro le centinaia di migliaia inglesi o i milioni delle americane, dal 2013 è stato fatto qualcosa anche in Italia per la promozione del soccer rosa a livello istituzionale.

Ancora oggi il calcio femminile in Italia non è riconosciuto come sport professionistico, anche se le iscritte alla Federcalcio sono diventate 25 mila. La Figc sta investendo più che in passato, ma tutto è ancora organizzato da una lega dilettanti mentre alcune calciatrici sono sotto contratto con club professionistici. La stessa cosa succede per stipendi e considerazione di media e giornali, ma le partite di serie a in onda su Sky e Timvision stanno facendo molto per diffondere lo sport ad ogni livello della società.

Da quando poi i maggiori club maschili di serie a hanno l’obbligo di avere anche una sezione femminile e giocatrici femmine nelle giovanili under 12, il livello tecnico della Serie A femminile italiana si è alzato, anche se è ancora mediamente più basso rispetto agli altri paesi europei. Anche gli allenatori spesso sono maschi, ma i risultati sono comunque migliorati e la nazionale italiana è arrivata ai quarti di finale ai mondiali di Francia.


6 Luglio 2020

L’amministratore delegato di Sky Italia Maximo Ibarra ha rilasciato oggi una lunga intervista a Il Sole 24 Ore  in cui ha parlato anche del diritti televisivi del calcio. Le idee per il prossimo futuro dell’emittente satellitare sono chiare, aumentare gli investimenti in questa direzione

«Gli investimenti di Sky Italia nel calcio italiano hanno superato i 7 miliardi e andremo oltre. Certo la decisione del Consiglio di Stato ci ha lasciato un po’ basiti. Ne prendiamo atto anche se non implicano che l’esclusiva venga meno. Fino al maggio 2021 valgono i vecchi contratti, che fanno parte della gara avvenuta nel 2018. Faremo il nostro dovere. La decisione del Consiglio di Stato riguarda la gara per le stagioni 2021-2022».

A proposito dell’interesse dei molti fondi d’investimento che vorrebbero mettere le mani sui diritti televisivi della Serie A, Ibarra ha commentato

«C’è un interesse forte degli investitori, che giudico positivamente anche se non conosco i contenuti delle offerte, né il modello delle proposte».

Non è l’esclusiva quella a cui punta Sky e l’amministratore lo chiarisce anche dopo parlando della possibile nascita di un canale della Lega con Mediapro

«Ultimamente se ne è parlato poco e non mi pare un progetto chiaro. È una delle strade che la Lega può prendere. In proposito sono neutrale. L’importante per Sky è offrire sempre ai clienti le partite di calcio, non necessariamente in esclusiva».

L’emittente è aperta a diverse soluzioni, come già accaduto in passato

«Sono entrambi scenari possibili, naturalmente a costi diversi. È già stato così in passato, nel 2015  2016. Il punto vero per noi è che abbiamo creato un rapporto con gli spettatori basato sulla qualità. Per questo preferiscono vedere le partite da noi»

fonte:ilnapolista.it


3 Giugno 2020

Dopo aver stretto un accordo per la singola partita Bayer Leverkusen – Werder Brema la scorsa settimana, Amazon ha deciso di investire nel calcio tedesco acquistando i diritti televisivi di altri due match: Hertha Berlino – Union Berlino (giocata ieri) e FC Schalke – FC Augsburg, in programma il 24 maggio.

I match saranno trasmessi in diretta non esclusiva, poiché DAZN ha rilevato i diritti tv che Eurosport ha lasciato sul piatto in seguito al caos in corso tra il Discovery e la DFL.

Siamo lieti di estendere la nostra offerta di Bundesliga per i membri Prime in Germania e Austria senza costi aggiuntivi“, ha dichiarato Alex Green, amministratore delegato di Prime Video per lo sport.

L’interesse di Amazon nei confronti dello sport è stato dimostrato più volte. La dimostrazione più grande sta nel Regno Unito, dove Amazon detiene i diritti di alcune gare di Premier League. Da alcuni recenti rumors, sembra che il colosso e-commerce sia interessato anche ai diritti di Serie A, tuttavia l’approdo di Prime Video Sport nel nostro Paese potrebbe essere più complicato del previsto.

 

fonte: https://www.teledigitale.it


8 Maggio 2020

Calcio italiano nel radar dei private equity. C’è un gigante internazionale degli investimenti che sta discutendo con la Lega Serie A per il lancio di una iniziativa nel settore dei diritti tv, in grado di fornire per i prossimi dieci anni un flusso di liquidità alle società di calcio.

Si tratta del gruppo Cvc, già noto per gli investimenti nella Formula 1 e nel Sei Nazioni di rugby, che avrebbe avviato discussioni preliminari per presentare una proposta, al momento ancora in fase iniziale. L’obiettivo sarebbe costituire una newco dove confluirebbero i diritti tv a partire dal 2021, quando scadrà il contratto con Sky e Dazn.

L’accordo potrebbe valere dieci anni e resta da capire quanto potrebbe essere valutata la newco e quali saranno le regole di governance. La Lega calcio (e quindi le società) avrebbero comunque subito un importante incasso cash. Poi la newco andrebbe a trattare con i broadcaster per la rivendita dei diritti. No comment da Cvc.

Quella del fondo internazionale sarebbe un’iniziativa di lungo termine e differente rispetto ad altre operazioni allo studio da parte dei private equity in queste settimane: tra le operazioni presentate c’è anche quella del fondo americano Blackstone, anticipata sabato scorso dal Sole 24 Ore, che prevede un finanziamento di circa 100 milioni per sopperire alle esigenze finanziarie di breve termine della Serie A in seguito alla pandemia.

Cvc gestisce asset per 80,5 miliardi di dollari. La società vanta più di 300 investitori provenienti da tutto il mondo: è la decima società al mondo per investimenti in questo campo. Cvc ha una forte esperienza nel settore della gestione degli avvenimenti sportivi: CVC Partners ha detenuto circa il 70% di Formula One Group. Tra i suoi investimenti italiani più recenti c’è invece il gruppo farmaceutico Recordati.

investimenti calcio
investimenti calcio

28 Aprile 2020

L’allarme qualche settimana fa lo ha lanciato la FipPro: il calcio femminile, in mancanza di adeguati aiuti economici, potrebbe scomparire. E vista la totale assenza, sopratutto in Italia, di un piano che vada ad aiutare in questo momento le società non professionistiche impegnate nel massimo campionato, dimostra come il movimento può davvero ricevere un colpo di grazia. Ma dalle pagine del Guardian, la Fifa tramite un suo esponente, ha confermato che il piano di investimenti previsti non verrà minimamente intaccato. Si parla di una cifra che si aggira attorno al miliardo di euro per il periodo che va dal 2019 al 2022. “Possiamo confermare che questo finanziamento è già stato impegnato dalla Fifa e non sarà minimamente influenzato dalla crisi economica dovuta alla pandemia di coronavirus”. Una buona notizia che però non basta. Bisogna attivare tutti i programmi che portano al professionismo. Altrimenti saranno moltissime le società che dovranno gettare la spugna. “Questo finanziamento – ha ancora spiegato il portavoce Fifa – sarà impiegato nelle strutture, nelle competizioni e nei programmi tecnici da migliorare. Siamo in grado di confermare che il calcio femminile è stato pienamente tenuto in considerazione e che stiamo lavorando per fornire assistenza a tutta la comunità calcistica, compreso questo movimento”.

fonte: ilmattino.it

investimenti calcio femminile