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investimenti calcio

20 Giugno 2021

investire nel calcio

Si deve guardare anche al futuro, alla prossima stagione, sperando di esserci lasciati il peggio alle spalle, sperando di trovare i fondi per ripartire. E così dopo un primo programma di mutui agevolati dell’Istituto del credito sportivo garantiti dalla Federazione, eccone un secondo, previsto da una convenzione fra la LND, l’Istituto per il Credito Sportivo e la Fidicom. Mutui ordinari concessi dal Credito Sportivo che saranno garantiti da una sinergia fra i tre diversi soggetti firmatari: il Fondo per l’impiantistica sportiva, in gestione presso Ics, il Fondo stanziato dalla Lnd e il Confidi Fidicom. Quindi il Credito sportivo, una banca sociale per lo sviluppo sostenibile dello Sport e della Cultura, darà la possibilità di sottoscrivere mutui ordinari garantiti dal Fondo di garanzia della LND per l’80% e dalla garanzia Fidicom per il restante 20%. Nella convenzione è prevista infatti una somma iniziale di 4,5 milioni di euro che sarà messa a disposizione delle società affiliate alla Lnd per mutui a condizioni agevolate, rivolti in misura preferenziale a interventi di messa a norma e in sicurezza, abbattimento barriere architettoniche ed efficientamento energetico, oltre che a ristrutturazioni e realizzazioni di nuovi impianti per il calcio.

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Investimenti sugli impianti

Focus quindi sugli investimenti per migliorare gli impianti ed aumentarne il loro valore: “Il valore degli impianti deve essere realizzato e salvaguardato sia sotto il profilo della sicurezza ma anche della sostenibilità”, ha dichiarato Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale. Sicuramente la crisi ha ridotto, se non impedito, gli investimenti sulle infrastrutture e le società sono state spesso costrette ad utilizzare gli impianti esistenti, chiedendo ospitalità alle amministrazioni comunali. E se c’è chi ha trovato grande disponibilità in tal senso, anche relativamente all’effettuazione di quei lavori di manutenzione indispensabili per potervi svolgere l’attività sportiva, altri si sono posti in rotta di collisione con le amministrazioni, a loro volta in forte crisi di liquidità, vedendosi costretti anche a spostarsi pur di avere un impianto a norma. E sicuramente il reperimento e la disponibilità di uno stadio, di un impianto sportivo, adeguati per poter svolgere allenamenti e disputare le gare interne è uno dei punti di maggiore criticità per una società sportiva. E così l’impiantistica deve essere uno dei pilastri dello sport: impianti fruibili, sicuri e sostenibili sono uno dei punti cardine per una ripartenza del movimento sportivo. In tal senso, Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo ha le idee chiare: “I danni provocati dalla pandemia hanno devastato i conti economici dell’intera filiera della Lnd, che non solo si è trovata a dover fare i conti con oggettivi problemi di liquidità, ma ha dovuto ridurre, se non azzerare, gli investimenti in infrastrutture, con ovvie conseguenze per l’intero sistema e con il rischio di perdere una leva fondamentale per lo sviluppo dei territori. Questa convenzione sarà una forma di sostegno necessaria in un momento storico particolarmente complicato”.

articolo originale fonte: https://www.ilposticipo.it


31 Maggio 2021

superleague calcio

La guerra della Superlega è tutt’altro che conclusa. Anzi, potrebbe avere conseguenze difficilmente immaginabili, qualora si spostasse sul piano giudiziario, coinvolgendo la Corte di Giustizia e la disciplina Antitrust della Ue. Il doppio ruolo che di fatto la Uefa (e la Fifa) oggi svolge in maniera sempre più invasiva – regolatore del settore e al tempo stesso soggetto economico che vende in maniera centralizzata i diritti tv e quelli di sponsorizzazione – è stato rimarcato in più occasioni dalle società calcistiche di prima fascia, che invocano la libertà d’impresa garantita dai Trattati dell’Unione e il “precedente” dell’Eurolega di basket. Competizione che si basa su licenze pluriennali e sull’autonomia dei club coinvolti rispetto alle Federazioni e sulla cui legittimità sarebbe importante conoscere finalmente il parere di Bruxelles dopo diversi anni di attesa.

La Corte di Giustizia Ue

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha reso noto di aver ricevuto la citazione a giudizio di Uefa e Fifa – con un tweet delle 9 e 53 di lunedì 31 maggio – per possibile violazioni delle norme anti-concorrenza dell’Unione Europea. Il caso, nato dal rinvio pregiudiziale del tribunale di Madrid che nei mesi scorsi ha già concesso una sospensiva ai club della Superlega, è incardinato col numero C-333/21: non è stato quindi dichiarato manifestamente inammissibile e sarà giudicato dall’organo comunitario. L’indicazione della Corte sembra una risposta anche “politica” agli attacchi del presidente della Uefa Alexander Ceferin che ha chiesto in sostanza sanzioni immediate per i tre club (Juvenutus, Real Madrid e Barcellona) che sono ancora nella società promotrice della Superlega. Una eventuale squalifica già in relazione della prossima Champions league, qualora fosse ribaltata dal Tas di Losanna e poi da una decisione della Corte Ue favorevole ai tre 3 club, potrebbe esporre peraltro la Uefa a richieste di risarcimento per centinaia di milioni di euro. Un rischio che gli organi delle Uefa dovranno ora decidere se correre


20 Maggio 2021

superleague calcio

Tim ha pubblicato i risultati finanziari relativi al primo trimestre del 2021, che si è chiuso con ricavi pari a 3,8 miliardi di euro. Nel documento che riporta i risultati economici ci sono anche alcune indicazioni che riguardano la partnership con Dazn.

Ricordiamo che Tim e la piattaforma di sport in streaming hanno dato il via a una collaborazione per quanto riguarda i diritti tv della Serie A dal 2021 al 2024. Dazn trasmetterà tutte le 10 partite ogni giornata versando 840 milioni a stagione (di questi, 350 milioni saranno versati da Tim).

La partnership porterà su Timvision offerte dedicate per il servizio Dazn, per un bacino di utenza di circa 5 milioni di famiglie fino ad oggi in prevalenza via satellite. Attraverso questo accordo, attivo a partire da luglio 2021, si prevede un’accelerazione nel passaggio degli utenti verso la banda ultralarga.

Al tempo stesso, l’accordo permetterà di potenziare il processo di digitalizzazione del Paese e supportare la Lega Serie A nella lotta alla pirateria che proprio nei giorni scorsi ha registrato un importante passo avanti grazie all’operazione della Polizia Postale e della Procura di Catania che ha permesso di oscurare 1,5 milioni di abbonamenti a servizi di streaming illegali.

Proprio per dare avvio alla collaborazione, nel documento diramato dall’azienda si legge che Tim ha previsto 70 milioni di euro di capex (spese in conto capitale) spalmati lungo tutto l’arco dell’anno fiscale 2021. L’obiettivo è quello di implementare la tecnologia multicast che consente la migliore fruizione di contenuti live streaming e quindi degli eventi sportivi.

 

fonte: https://www.calcioefinanza.it


12 Aprile 2021

Investimenti nel calcio: primo Silvio Berlusconi

La prima notizia è che a guidare la banda dei paperoni italiani a capo di un club di calcio non è un presidente la cui squadra milita in Serie A. O almeno non ancora, perché Silvio Berlusconi (patrimonio stimato di 7,6 miliardi di dollari – 327° nella classifica mondiale) spera che il suo Monza lo accontenti in fretta, sbarcando nella massima serie e, perché no, battendo in un derby l’altro amore della sua vita: il Milan.

Sul secondo gradino del podio troviamo il patron dell’Inter Zhang Jindong, un paio di miliardi di dollari meno di Silvio e 339° nel tabellone planetario.

Chiude il podio l’italo-americano Rocco Comisso, numero uno della Fiorentina. Il fondatore di Mediacom, la quinta azienda fornitrice della tv via cavo degli Stati Uniti supera di circa 200 milioni di dollari i sette miliardi e si piazza al 332° posto.

A seguire, la famiglia Caputo, proprietaria del Bologna, il presidente del Milan Paul Singer e Dan Friedkin, da poco nuovo papà della Roma.

Abbastanza clamoroso che per trovare John Elkann, patron della Juventus campione d’Italia da nove stagioni, occorra scendere fino al 1580° posto. Elkann, infatti, può contare su “appena” 2 miliardi di dollari.

Percassi dell’Atalanta, Preziosi del Genoa e Squinzi del Sassuolo occupano gli ultimi tre posti della top ten dei presidenti di club italiani, tutti con un conto in banca che si aggira intorno al miliardo di dollari.


9 Febbraio 2021

adidas investimenti calcio

 

Adidas Nike investimenti calcio Quanto valgono gli accordi di sponsorizzazione di Adidas e Nike nel mondo del calcio? La risposta arriva da un grafico di KPMG Football Benchmark, che ha stabilito il valore degli accordi dei due noti brand di abbigliamento sportivo nel mondo dello sport.

Il calcio occupa la fetta maggiore di investimenti per entrambi i marchi, con l’azienda statunitense che spende il 50% della cifra totale (pari a 1.673,4 milioni di dollari), mentre la società tedesca arriva addirittura a quota 73% (sui 1.405,6 milioni di dollari investiti).

Dunque, la spesa di Nike per gli accordi di sponsorizzazione nel mondo del calcio – tra i principali ricordiamo quelli con Barcellona, Liverpool, PSG, Chelsea Atletico Madrid e le italiane Inter e Roma – ammonta a 834 milioni di dollari.

Segue il basket per l’azienda statunitense (che veste tutte le franchigie di NBA), con una spesa pari a 350 milioni di dollari. Seguono football americano (194 milioni), i college statunitensi (130 milioni) e a pari merito baseball e golf, con accordi per 100 milioni di dollari ciascuno.

Sul fronte Adidas, l’investimento nel mondo del pallone supera il miliardo di dollari (1.026 milioni di dollari). Tra i contratti più pesanti quelli con Real Madrid, Manchester United, Juventus, Bayern Monaco, Arsenal e quello per tutti i club di MLS.
fonte:https://www.calcioefinanza.it

3 Ottobre 2020

investire nel calcio, investimenti calcio
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fonte ARTICOLO: ilmanifesto.it

La Serie A stavolta gira pagina. La media company che verrà creata per la gestione dei diritti televisivi e commerciali – non solo del prossimo triennio ma di almeno un decennio – apre all’ingresso nel capitale dei fondi di investimento. Un segnale di netta discontinuità con il passato certificato questa mattina durante l’attesa assemblea di Lega delle 20 società di A: con sorpresa, all’unanimità è arrivata la decisione di schiudere le porte del business dei diritti tv a un fondo, che con ogni probabilità entrerà con il 10% delle quote della futura media company della Lega. Dunque, i club che cedono porzioni di sovranità in cambio di un fiume di denaro che alza il valore complessivo dei diritti televisivi della massima serie. Un colpo di scena: fino a poche ore prima c’era la contrapposizione tra un blocco di cemento, Juventus, Inter, Milan, Torino, Roma, Fiorentina a sostegno del progetto voluto dal presidente della Lega di A, Paolo Del Pino e l’asse con a capo Claudio Lotito, presidente della Lazio, fiero oppositore all’ingresso di un fondo nella gestione della torta dei diritti tv a fare pressing su un arcipelago di club (Atalanta, Udinese, Genoa, le neopromosse Crotone e Benevento) dubbiosi sulla novità copernicana che potrebbe sfilare potere alle società.

IN MEZZO c’era Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che spingeva per l’arrivo di un colosso della private equity ma con un contributo tecnico, non finanziario, senza concedere potere a una figura terza, visto che i diritti tv sono un prodotto esclusivo dei club e privilegiando invece la realizzazione di un canale tv della Lega di A. Insomma, un quadro composito, prima dell’assemblea. E invece, tutti uniti, vince Del Pino, vincono le grandi del Nord, con un passo indietro dello stesso Lotito. Ma era contrario anche un altro ex pezzo grosso del calcio italiano, Adriano Galliani, ex general manager del Milan, ora al Monza, con una lettera si era detto contrario all’arrivo del capitale dalla private equity. Sarà dunque la newco che sarà creata a sedersi al tavolo per la vendita dei diritti televisivi già del prossimo triennio con i broadcaster interessati.

NESSUNO SPAZIO per offerte di tipo misto e da quelle di finanziamento, ora va solo definito il prescelto, decisione che sarà presa più avanti, dopo aver esaminato i pacchetti. Due le offerte: la cordata formata da CVC, Advent e Fsi e quella costituita da Bain Capital e NB Renaissance. CVC ha messo in campo una proposta da 1,625 miliardi di euro (per il 10% delle azioni), già pronti a essere versati nelle casse dei club. Bain risponde con 1.35 miliardi (sempre per il 10% delle azioni della newco) più una componente variabile al raggiungimento di determinati obiettivi, con un minimo garantito che salirebbe a 1.5 miliardi dopo la vendita effettiva dei diritti anche se la somma sarà inferiore.


26 Agosto 2020

Antonio Conte sta vivendo giornate complicate, non solo per la sconfitta nella finale di Europa League. Il tecnico deve capire insieme alla società se continuare ad allenare l’Inter, che potrebbe decidere di cambiare ancora allenatore. Gli scogli da superare sono tanti. Conte vuole un progetto vincente e soprattutto alcuni cambi a livelli dirigenziali, lo ha fatto capire in modo chiaro. Per molti l’addio è scontato, con Allegri pronto a subentrare. Ma sono giornate difficili per Conte che secondo quanto scrive il quotidiano ‘La Verità’ starebbe anche pensando a un investimento per niente fortunato che potrebbe essergli costato una cifra elevatissima.

Le sentenze della Corte commerciale di Londra

‘La Verità’ mostra due sentenze della corte commerciale di Londra. La prima risale allo scorso 17 luglio, l’altra invece è di agosto e riguarda un’ingiunzione di pagamento a carico di Massimo Bochicchio, un investitore italiano titolare di svariate società, che avrebbe architettato una truffa che avrebbe portato avanti con la sua presenta società ‘Kidman’.

L’investimento di Antonio Conte

Questo Bochicchio avrebbe promesso un investimento ad altissimo rendimento a otto persone, tra queste ci sarebbe anche Antonio Conte. Gli accordi prevedevano il pagamento di 33,1 milioni di euro totali entro il 30 giugno 2020 per l’ex c.t. e altri sette destinatari, inclusi Superb Sport Limited. Tutti e otto gli investitori hanno fatto ricorso alla corte commerciale di Londra, il motivo? Truffa. Tutti loro non hanno ricevuto dei soldi che dovevano riavere. E unitisi loro hanno richiesto quantomeno le somme investiste, lo hanno fatto inviando una mail, che però non ha dato nessuna risposta. Perché quell’indirizzo era falso, come il documento portato dal legale di Conte al giudice. Il denaro affidato a Bochicchio potrebbe non essere stato investito come pattuito. Bochicchio ora è nei guai. Le conseguenze hanno portato a un’ingiunzione di pagamento e successivamente è stato congelato il patrimonio di 61,4 milioni di dollari, che comprendono anche ville e proprietà di varia natura, in ogni angolo del mondo.

FONTE ARTICOLO: FANPAGE. continua su: https://www.fanpage.it/sport/calcio/conte-ha-subito-una-truffa-in-inghilterra-ha-perso-investimenti-per-30-milioni/


6 Luglio 2020

L’amministratore delegato di Sky Italia Maximo Ibarra ha rilasciato oggi una lunga intervista a Il Sole 24 Ore  in cui ha parlato anche del diritti televisivi del calcio. Le idee per il prossimo futuro dell’emittente satellitare sono chiare, aumentare gli investimenti in questa direzione

«Gli investimenti di Sky Italia nel calcio italiano hanno superato i 7 miliardi e andremo oltre. Certo la decisione del Consiglio di Stato ci ha lasciato un po’ basiti. Ne prendiamo atto anche se non implicano che l’esclusiva venga meno. Fino al maggio 2021 valgono i vecchi contratti, che fanno parte della gara avvenuta nel 2018. Faremo il nostro dovere. La decisione del Consiglio di Stato riguarda la gara per le stagioni 2021-2022».

A proposito dell’interesse dei molti fondi d’investimento che vorrebbero mettere le mani sui diritti televisivi della Serie A, Ibarra ha commentato

«C’è un interesse forte degli investitori, che giudico positivamente anche se non conosco i contenuti delle offerte, né il modello delle proposte».

Non è l’esclusiva quella a cui punta Sky e l’amministratore lo chiarisce anche dopo parlando della possibile nascita di un canale della Lega con Mediapro

«Ultimamente se ne è parlato poco e non mi pare un progetto chiaro. È una delle strade che la Lega può prendere. In proposito sono neutrale. L’importante per Sky è offrire sempre ai clienti le partite di calcio, non necessariamente in esclusiva».

L’emittente è aperta a diverse soluzioni, come già accaduto in passato

«Sono entrambi scenari possibili, naturalmente a costi diversi. È già stato così in passato, nel 2015  2016. Il punto vero per noi è che abbiamo creato un rapporto con gli spettatori basato sulla qualità. Per questo preferiscono vedere le partite da noi»

fonte:ilnapolista.it


3 Giugno 2020

Dopo aver stretto un accordo per la singola partita Bayer Leverkusen – Werder Brema la scorsa settimana, Amazon ha deciso di investire nel calcio tedesco acquistando i diritti televisivi di altri due match: Hertha Berlino – Union Berlino (giocata ieri) e FC Schalke – FC Augsburg, in programma il 24 maggio.

I match saranno trasmessi in diretta non esclusiva, poiché DAZN ha rilevato i diritti tv che Eurosport ha lasciato sul piatto in seguito al caos in corso tra il Discovery e la DFL.

Siamo lieti di estendere la nostra offerta di Bundesliga per i membri Prime in Germania e Austria senza costi aggiuntivi“, ha dichiarato Alex Green, amministratore delegato di Prime Video per lo sport.

L’interesse di Amazon nei confronti dello sport è stato dimostrato più volte. La dimostrazione più grande sta nel Regno Unito, dove Amazon detiene i diritti di alcune gare di Premier League. Da alcuni recenti rumors, sembra che il colosso e-commerce sia interessato anche ai diritti di Serie A, tuttavia l’approdo di Prime Video Sport nel nostro Paese potrebbe essere più complicato del previsto.

 

fonte: https://www.teledigitale.it


28 Aprile 2020

L’allarme qualche settimana fa lo ha lanciato la FipPro: il calcio femminile, in mancanza di adeguati aiuti economici, potrebbe scomparire. E vista la totale assenza, sopratutto in Italia, di un piano che vada ad aiutare in questo momento le società non professionistiche impegnate nel massimo campionato, dimostra come il movimento può davvero ricevere un colpo di grazia. Ma dalle pagine del Guardian, la Fifa tramite un suo esponente, ha confermato che il piano di investimenti previsti non verrà minimamente intaccato. Si parla di una cifra che si aggira attorno al miliardo di euro per il periodo che va dal 2019 al 2022. “Possiamo confermare che questo finanziamento è già stato impegnato dalla Fifa e non sarà minimamente influenzato dalla crisi economica dovuta alla pandemia di coronavirus”. Una buona notizia che però non basta. Bisogna attivare tutti i programmi che portano al professionismo. Altrimenti saranno moltissime le società che dovranno gettare la spugna. “Questo finanziamento – ha ancora spiegato il portavoce Fifa – sarà impiegato nelle strutture, nelle competizioni e nei programmi tecnici da migliorare. Siamo in grado di confermare che il calcio femminile è stato pienamente tenuto in considerazione e che stiamo lavorando per fornire assistenza a tutta la comunità calcistica, compreso questo movimento”.

fonte: ilmattino.it