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investimenti calcio

11 Marzo 2020

Millennials, Post-Millennials… in qualsiasi modo le si voglia chiamare, le nuove generazioni sono tutte accomunate da una cosa: la propensione alla tecnologia. E, di conseguenza, anche ai videogiochi. Ecco perché il nuovo fenomeno degli eSports sta prendendo sempre più piede. Fenomeno che non risparmia di certo il calcio, dove giochi come FIFA o PES rappresentano ormai una vera e propria realtà professionale. I campionati ufficiali che sono nati – e che stanno nascendo – ne sono la dimostrazione. eSerieA, Be Sports (Serie B), eEuro2020, eNations Cup e non solo. Le leghe di tutto il mondo si stanno pian piano organizzando per dare sempre più spazio alla parte videoludica del calcio. E di conseguenza anche i club stanno cercando di allinearsi, con la creazione di squadre di videogiocatori propri o attraverso accordi con vari team di sport elettronici già formati e conosciuti.

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Le prime società ad aver colto l’occasione degli eSports sono state Barcellona e Schalke04, che però non si sono affatto fermate al calcio: i loro progetti esportivi hanno infatti coinvolto anche team di League of Legends o Rocket League, videogiochi tra i più popolari nel panorama mondiale. In Italia, invece, sono state Sampdoria, Empoli e Genoa ad aprire la strada degli eSports. E con il tempo si sono aggiunte le altre. investimenti calcio, esport e investimenti calcio - Innovation football fonte: https://gianlucadimarzio.com

10 Marzo 2020

“The Vision 2020-2023: Making Football Truly Global” è un progetto tramite cui la Fifa intende perseguire l’obiettivo di una reale globalizzazione calcistica, seguendo undici obiettivi chiave:

modernizzare il quadro normativo del calcio, aumentare in modo sostenibile i ricavi per ulteriori reinvestimenti, aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’organizzazione, assicurare il successo delle competizioni iconiche svolte sotto l’egida della Fifa (a partire dal Mondiale), globalizzare le competizioni e aumentare la competitività globale, massimizzare l’impatto della Fifa sullo sviluppo globale del calcio, accelerare la crescita del calcio femminile, sfruttare la tecnologia, proteggere i valori positivi del calcio e avere un impatto nella società. Ognuno di questi obiettivi è costituito da quattro pilastri, che vano dalla realizzazione di tornei sostenibili alla creazione di maggiori opportunità per i membri Fifa di ospitare un torneo internazionale, oppure dalla creazione di esperienze uniche per tifosi e spettatori su scala globale ala lotta contro il razzismo e tutte le altre forme di discriminazione. Il ciclo 2015-2018, intanto, per la Fifa si è chiuso con 6,42 miliardi di dollari di ricavi (pari a 5,9 miliardi di euro), il 16% in più rispetto a quanto ottenuto nel quadriennio precedente, ma soprattutto con un utile complessivo pari a 1,05 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al periodo 2010-2014 (il 141% in più). Aumentano anche i fondi a disposizione nelle riserve della federazione internazionale, pari a 2,74 miliardi di dollari, contro gli 1,52 miliardi allocati nel 2014. Per il futuro, gli investimenti su sviluppo ed educazione sono stimati in 4 miliardi di dollari, a cui aggiungere un altro miliardo per il calcio femminile e mezzo miliardo per le infrastrutture, con un traguardo fissato nel 2022. La Fifa ha inoltre investito 1,08 miliardi di dollari nel Forward Programme, dedicato al calcio giovanile e femminile, il quadruplo rispetto al precedente quadriennio. Per il periodo attualmente in corso, si stima un investimento di 1,75 miliardi di dollari.

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Investimenti nel calcio, il piano della FIFA
Investire nel calcio

6 Marzo 2020

La sfida valida per l’undicesima giornata di ritorno del girone C di Serie C tra l’Avellino e la Ternanasi giocherà alle 15Nuovo calcio d’inizio con l’anticipo rispetto al primo orario, quello delle 17.30, fissato per il via al match. La gara si giocherà a porte chiuse per l’emergenza coronavirus.

Test amichevole per i lupi al “Partenio-Lombardi”: risultato di 10-0 contro il Solofra per gli uomini di Ezio Capuano con Daniele Ferretti autore di un poker. Quattro gol per il numero 10 biancoverde. A segno anche Diego AlbadoroDuilio Evangelista, Fabiano ParisiAlessio RizzoMatteo Rossetti Demiro Pozzebon. Riposo per Santiago Morero con Luis AlfagemeSimone De Marco Salvatore Sandomenico da lavoro differenziato.

Foto: pagina ufficiale US Avellino 1912

investimenti sul calcio - Serie C - Innovation Football
investimenti sul calcio – Serie C – Innovation Football


24 Gennaio 2020
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Investimenti nel calcio: in arrivo 200 milioni per le strutture pubbliche – Il progetto elaborato e gestito dall’Istituto per il Credito Sportivo intende sostenere, nell’ambito di strategie di sviluppo urbano integrato, il rinnovamento, il potenziamento e la realizzazione di strutture sportive di proprietà pubblica L’Istituto per il Credito Sportivo (ICS), unica banca pubblica italiana a servizio dello Sport e della Cultura, e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), banca dell’Unione Europea partecipata da tutti gli Stati membri in qualità di azionisti, hanno firmato un accordo che prevede lo stanziamento complessivo di 200 milioni di euro per il finanziamento di interventi di costruzione, riqualificazione ed efficientamento ad ampio spettro di strutture sportive gestite dagli Enti Locali italiani.

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Il progetto elaborato e gestito dall’ Istituto per il Credito Sportivo, infatti, intende sostenere, nell’ambito di strategie di sviluppo urbano integrato, il rinnovamento, il potenziamento e la realizzazione di strutture sportive di proprietà pubblica che si qualifichino anche attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche degli impianti garantendone una adeguata accessibilità, e l’efficientamento energetico per una maggiore sostenibilità ambientale e finanziaria. Questa operazione prevede il finanziamento da parte di BEI di 100 milioni di euro in favore di ICS, che a sua volta si approvvigionerà di altri 100 milioni di euro da destinare direttamente al progetto-Paese gestito dal Credito Sportivo. Un accordo che rafforza e rinnova il ruolo dell’Istituto per il Credito Sportivo, quale banca sociale per lo sviluppo, confermando la capacità di confrontarsi con strumenti complessi e sofisticati utili a diversificare le fonti di provvista finanziaria e a ottenere risorse che garantiscono condizioni particolarmente agevolate e costi sostenibili per lo sviluppo dello sport, strumento in grado di contribuire alla costruzione di una società inclusiva, multiculturale e integrata. fonte: https://www.corrieredellosport.it

22 Gennaio 2020
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Secondo quanto emerge dalla Deloitte Football Money League 2020 nella stagione 2018-2019 il club blaugrana ha scavalcato gli storici rivali del Real Madrid nella classifica dei ricavi delle società di calcio, e con un fatturato di 840 milioni di euro diventa il primo club a superare la soglia degli 800 milioni di euro di ricavi

I blancos di Florentino Perez si devono accontentare del secondo gradino del podio con un fatturato di 757,3 milioni di euro, in lieve crescita rispetto ai 750,9 milioni, che lo scorso anno gli erano valsi la prima posizione nella classifica dei fatturati delle società di calcio.

Al terzo posto, dietro a Barça e Real, si piazza il Manchester United, con un fatturato (al netto del player trading) di 711,5 milioni di euro, in crescita dai 665,8 milioni della stagione 2017-2018.

Alle spalle dei Red Devils, il Bayern Monaco, stabile al quarto posto con 660,1 milioni di ricavi dai 629,2 milioni dell’anno precedente.

Al quinto posto della Deloitte Football Money League 2020 sale il PSG. Il club controllato dalla Qatar e presieduto da Nasser Al-Khelaïfi ha chiuso l’esercizio 2018-2019 con ricavi per 635,9 milioni di euro in crescita rispetto ai 541,7 milioni del 2017-2018.

Scavalcata un’altra superpotenza calcistica che fa riferimento a un governo del Golfo, il Manchester City controllato dall’Abu Dhabi United Group for Development and Investment.

Il club campione d’Inghilterra ha chiuso l’esercizio 2018-2019 con un fatturato di 610,6 milioni di euro (568,4 milioni nel 2017-2018).

Stabili in settima posizione i campioni d’Europa del Liverpool. I Reds, secondo le rilevazioni della Deloitte Football Money League 2020, hanno chiuso l’esercizio appena trascorso con ricavi per 604,7 milioni di euro, in crescita rispetto ai 513,7 milioni di euro del 2017-2018.

All’ottavo e al nono posto altri due club della Premier League: i vicecampioni d’Europa del Tottenham con 521,1 milioni di euro di ricavi, e il Chelsea, vincitore dell’Europa League nella stagione 2018-2019, con un fatturato di 513,1 milioni

Chiude la top 10 della Deloitte Football Money League 2020 la Juventus. I campioni d’Italia, grazie a un fatturato di 459,7 milioni di euro (394,5 milioni di euro nel 2017-2018), si posizionano al decimo posto recuperando una posizione rispetto alla rilevazione dello scorso anno


31 Dicembre 2019
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Il brand del settore immobiliare scende in campo con un team di consulenti ad hoc per offrire assistenza e soluzioni immobiliari e finanziarie a dirigenti, allenatori, calciatori, agenti e sponsor club ed enti proprietari di impianti sportivi

Gabetti, storico brand del settore immobiliare, scende in campo con un team di consulenti ad hoc per offrire assistenza e soluzioni immobiliari e finanziarie a dirigenti, allenatori, calciatori, agenti e sponsor club ed enti proprietari di impianti sportivi che, soprattutto nelle periferie, non riescono ad essere totalmente fruibili dalla collettività per mancanza di know how imprenditoriali in grado di metterli a reddito. Il progetto “Gabetti calcio” vanta testimonial d’eccezione come Giovanni Malagò, Antonio Matarrese, i campioni del mondo Pablito Rossi e Marco Tardelli.

“Gabetti Calcio nasce da una premessa importante: l’universo calcio attrae e genera somme di denaro notoriamente rilevanti, ma non sempre questi introiti vengono fatti fruttare al meglio. I calciatori, per esempio, vantano sì stipendi elevati ma nell’arco di pochi anni. Noi possiamo aiutarli nel gestire le ricchezze accumulate e trovare opportunità che generino rendite, anche quando termineranno la loro attività agonistica”, ha detto Ferdinando Elefante, relationship manager del Gruppo e responsabile del progetto Gabetti Calcio.

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“Allo stesso modo gli stadi e i centri di allenamento spesso rappresentano per le società sportive o le amministrazioni comunali voci di spesa più che opportunità di reddito. La nostra sfida è trasformarli da semplici asset in infrastrutture strategiche, in grado di generare benefici economici. Ma non solo. Seguiremo anche gli alloggi dei giovani giocatori che possono pesare, e non poco, sui bilanci delle società sportive: con la nostra consulenza queste spese possono tradursi in investimenti su progetti di residenze di proprietà. Infine, grazie a un accordo con i principali istituti di credito, offriamo l’opportunità del factoring sui contratti dei giocatori e/o su altri crediti”. “Sul fronte stadi, oltre alla messa a reddito, il problema maggiore da affrontare per renderli strategici è la riqualificazione degli immobili. Gli impianti di serie A hanno una età media che supera i 60 anni e la quasi totalità necessita di lavori di rinnovamento e adattamento alle nuove norme di sicurezza”, ha aggiunto Roberto Busso, ad del Gruppo Gabetti.

fonte:italiaoggi.it


22 Dicembre 2019

Innovation Football, nella persona di Andrea Riccio, entra nell’asset societario dell’US AVELLINO 1912

Il 20 dicembre l’Avellino calcio 1912 ha presentato la sua nuova proprietà alla stampa in una conferenza svolta nella sala preposta dello stadio Partenio. Tra i soci c‘è la Innovation Football di Ariano Irpino che col 25% delle quote entra nell’asset societario.

Ma chi è e cosa fa Innovation Football: ecco le parole di Andrea Riccio, delegato all’operazione Avellino ed ideatore del progetto:

“Innovation Football è una delle società del Gruppo INNOVATION che esprime le sue idee attraverso varie iniziative imprenditoriali tutte di respiro nazionale, divulgate attraverso la forte rete di consult management che da 25 anni propone gli strumenti commerciali e le proposte dei soci. Innovation Football permette agli appassionati di calcio, e non solo, di entrare nel suo progetto imprenditoriale per operare nella football economy attraverso la valorizzazione di asset commerciali, la formazione di nuove figure professionali inerenti il mondo del calcio. Innovation fa da incubatore ai progetti innovativi e tecnologici per affrontare la football economy in modo trasversale e moderno”.

“Perché proprio l’Avellino Calcio? Innanzitutto perché Avellino è il nostro capoluogo e noi siamo figli dell’imprenditoria e dello spirito di iniziativa e di sacrificio di questa terra. Non ci poteva essere un’altra squadra per Innovation Football. L’Avellino è una delle società di Lega Pro più prestigiose d’Italia, ha una storia ed un blasone di grandissimo livello ed ha club di tifosi in tutto il mondo. Il calcio ad Avellino è mediaticamente una delle piazze più seguite, la stampa è competente e battagliera ed opera nell’interesse dei tifosi e della squadra.
L’operazione Avellino ci permette di avere rapporti con tutte le società professionistiche che è una grandissima opportunità per il progetto Innovation Football e per i suoi soci. Pensiamo di dare alla società U.S. Avellino calcio 1912 il nostro supporto organizzativo, economico e relazionale al fine di creare stabilità, sicurezza e soprattutto riportare la squadra ai vecchi fasti. Forza Avellino calcio, sempre!

 

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18 Dicembre 2019
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Scommesse e decreto dignità: sarebbe dovuto finire tutto, ma alcune società potrebbero aver trovato una scappatoia. Accordi con gli sponsor per pubblicità all’estero, mentre i siti di scommesse si sono trasformati in siti di informazione.

Ma che cos’è il decreto dignità?

Un po’ di storia… Nell’estate 2018 appena insediato, il primo Governo Conte tirò fuori un provvedimento, che oltre ad una stretta sui contratti a termine dichiarava anche guerra al gioco d’azzardo ed alla ludopatia. Vietata ogni forma di pubblicità per giochi e scommesse. Un blocco totale agli spot sul gioco d’azzardo e soprattutto le scommesse su eventi sportivi che avrebbe colpito, al momento dell’entrata in vigore del decreto, “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet”. A farne le spese, evidentemente molte società sportive (prime fra tutte quelle calcistiche) che fra i propri sponsor, partner avevano società di scommesse. Vietate inoltre, a partire dal 1 gennaio 2019, anche tutte le “sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive ed acustiche e la sovrimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità è vietata”.

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Gli impatti sul calcio

E giù un mare critiche perché, pur in presenza di una obiettivo meritevole, quello di tutelare  i soggetti più vulnerabili da quella che può diventare una dipendenza socio-economica dal gioco d’azzardo con veri e propri effetti anche sull’equilibrio familiare e con il rischio a dover ricorrere a prestiti usurari anche in considerazione delle rilevanti dimensioni che tale pratica ha assunto nel nostro Paese, erano in molti a ritenere che un divieto così rigido sarebbe andato a colpire anche una fonte di reddito importante per alcune categorie di imprese, quali i club sportivi ed in particolare quelli calcistici, ma anche tutto il mondo della comunicazione che ruota intorno alle scommesse in ambito sportivo. Non vi era infatti trasmissione sportiva che al suo interno non avesse uno spazio dedicato alle scommesse né giornale senza inserti di questo tipo o sito internet senza un banner di compagnie di betting. Ed il divieto di pubblicità ha colpito principalmente coloro che beneficiavano di queste forme di sponsorizzazione: i club sportivi, in particolare quelli calcistici, ma anche la stessa Federazione (molto controversa è stata la vicenda della sponsorizzazione degli azzurri con una primaria compagnia di scommesse sportive) e le varie Leghe professionistiche. La stessa Lega di Serie B ed il relativo campionato erano sponsorizzati proprio da un’altra di queste società!

Nessuna meraviglia per la preoccupazione delle società calcistiche e delle due principali Leghe di calcio espressa con due comunicati quasi gemelli. In questi comunicati si manifestava il timore di perdere un indotto importante per le società affiliate (facendo pure i numeri: 12 società avevano in corso un accordo di partecipazione con aziende del comparto betting che portava loro più di 1/5 degli investimenti pubblicitari e stavano per concludere degli accordi analoghi). Ma soprattutto una perdita di concorrenzialità del nostro calcio di fronte ai primari campionati stranieri in cui le società di gaming rappresentavano e tuttora rappresentano un’importante fonte di reddito per le società sportive. Anche in questo caso facendo i numeri le due Leghe avevano rilevato come quello delle scommesse sportive fosse il 5° settore fra gli investimenti pubblicitari nei 6 principali campionati europei e che in Premier League, punto di riferimento per tutti, il 45% dei club aveva come sponsor di maglia una società di betting e che tutti gli stadi erano attrezzati con un punto gaming al loro interno.

fonte: ilposticipo.it


9 Dicembre 2019
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La finanza nel pallone. Dopo l’acquisto del 10% del Manchester City da parte del fondo Silver Lake che ha fatto decollare il valore del club inglese a quasi cinque miliardi di dollari, un altro big americano del private equity, Cvc, si muove sui campi di calcio.

Ma con due obiettivi ancora più ambiziosi: finanziare la prima edizione in Cina nel 2021 della Coppa del mondo per club allargata a 24 squadre e fare da pivot alla creazione di nuovi tornei che sfideranno i campionati più popolari.

Gli americani avrebbero già mosso i primi passi con la Fifa sul «Mondiale a 24» per un accordo che includa anche l’acquisizione dei diritti televisivi delle partite da vendere in seguito alle emittenti di tutto il mondo. Non solo. Secondo il Financial Times, Cvc sarebbe stato contattato dal Real Madrid per finanziare il progetto della Superlega. Il presidente dei Blancos, Florentino Perez, ha in mente il progetto da tempo e lo ha anche illustrato al presidente della Fifa, Gianni Infantino: creare una competizione riservata ai club più ricchi del mondo per l’intera stagione. Il piano prevedrebbe due divisioni a 20 squadre, composte quasi esclusivamente da club dei cinque maggiori campionati d’Europa: Inghilterra, Spagna, Francia, Germania e Italia. Promozioni e retrocessioni verrebbero mantenute, ma solo tra le due divisioni.

L’idea per le società di calcio è allettante (potrebbero raddoppiare i loro ricavi lasciando i rispettivi campionati nazionali) ma la sfida è temeraria anche perché leghe nazionali – così come l’Uefa e anche l’Eca, l’associazione dei club europei si sono già espresse contro la Superlega. E nel 2018 lo stesso Infantino della Fifa aveva già dichiarato che qualunque giocatore che avrebbe partecipato ad una competizione non approvata dalla federcalcio mondiale sarebbe stato automaticamente escluso dalla rispettiva nazionale.

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Di certo, lo sguardo è rivolto al 2024 quando scadrà l’attuale format della Champions League. Ne seguirà un nuovo calendario internazionale. Che potrebbe quindi tradursi in un peso maggiore dei tornei internazionali, in una riduzione del format di quelli nazionali e nella creazione di leghe regionali per i tornei meno importanti. Con questa rivoluzione, ispirata a un modello simile a quello dell’Nba nel basket. O alla nuova Coppa Davis sponsorizzata dal fondo Kosmos del difensore del Barcellona, Gerard Piquè, con un investimento di 2,5 miliardi di dollari: 18 squadre divise in 6 gironi che si sfidano nel giro di una settimana a Madrid. L’ipotesi di un Mondiale extra-large in autunno e di una Champions d’élite nel weekend spaventa chi gestisce i tornei nazionali, destinati all’estinzione, ma anche i puristi del calcio appassionati di storia e bandiere, non di match tra fondi e big corporation.

Nel frattempo, i colossi del web non stanno a guardare. Amazon Prime ha infatti sperimentato questa settimana la prima trasmissione in streaming di un turno della Premier League, il massimo campionato calcistico inglese. Battendo il suo precedente record di iscrizioni giornaliere nel Regno Unito e diventando il terzo incomodo tra Sky e British Telecom. Per comprare diritti tv di venti partite il colosso di Jeff Bezos ha pagato 105,5 milioni di euro.