Lun - Sab 8.00 - 18.00 Telefono: +39 0825 1492557

investimenti calcio

31 Dicembre 2019

Il brand del settore immobiliare scende in campo con un team di consulenti ad hoc per offrire assistenza e soluzioni immobiliari e finanziarie a dirigenti, allenatori, calciatori, agenti e sponsor club ed enti proprietari di impianti sportivi

Gabetti, storico brand del settore immobiliare, scende in campo con un team di consulenti ad hoc per offrire assistenza e soluzioni immobiliari e finanziarie a dirigenti, allenatori, calciatori, agenti e sponsor club ed enti proprietari di impianti sportivi che, soprattutto nelle periferie, non riescono ad essere totalmente fruibili dalla collettività per mancanza di know how imprenditoriali in grado di metterli a reddito. Il progetto “Gabetti calcio” vanta testimonial d’eccezione come Giovanni Malagò, Antonio Matarrese, i campioni del mondo Pablito Rossi e Marco Tardelli.

“Gabetti Calcio nasce da una premessa importante: l’universo calcio attrae e genera somme di denaro notoriamente rilevanti, ma non sempre questi introiti vengono fatti fruttare al meglio. I calciatori, per esempio, vantano sì stipendi elevati ma nell’arco di pochi anni. Noi possiamo aiutarli nel gestire le ricchezze accumulate e trovare opportunità che generino rendite, anche quando termineranno la loro attività agonistica”, ha detto Ferdinando Elefante, relationship manager del Gruppo e responsabile del progetto Gabetti Calcio.

TI PIACEREBBE INVESTIRE NELLA FOOTBALL ECONOMY? SCOPRI INNOVATION FOOTBALL

“Allo stesso modo gli stadi e i centri di allenamento spesso rappresentano per le società sportive o le amministrazioni comunali voci di spesa più che opportunità di reddito. La nostra sfida è trasformarli da semplici asset in infrastrutture strategiche, in grado di generare benefici economici. Ma non solo. Seguiremo anche gli alloggi dei giovani giocatori che possono pesare, e non poco, sui bilanci delle società sportive: con la nostra consulenza queste spese possono tradursi in investimenti su progetti di residenze di proprietà. Infine, grazie a un accordo con i principali istituti di credito, offriamo l’opportunità del factoring sui contratti dei giocatori e/o su altri crediti”. “Sul fronte stadi, oltre alla messa a reddito, il problema maggiore da affrontare per renderli strategici è la riqualificazione degli immobili. Gli impianti di serie A hanno una età media che supera i 60 anni e la quasi totalità necessita di lavori di rinnovamento e adattamento alle nuove norme di sicurezza”, ha aggiunto Roberto Busso, ad del Gruppo Gabetti.

fonte:italiaoggi.it


22 Dicembre 2019

Innovation Football, nella persona di Andrea Riccio, entra nell’asset societario dell’US AVELLINO 1912

Il 20 dicembre l’Avellino calcio 1912 ha presentato la sua nuova proprietà alla stampa in una conferenza svolta nella sala preposta dello stadio Partenio. Tra i soci c‘è la Innovation Football di Ariano Irpino che col 25% delle quote entra nell’asset societario.

Ma chi è e cosa fa Innovation Football: ecco le parole di Andrea Riccio, delegato all’operazione Avellino ed ideatore del progetto:

“Innovation Football è una delle società del Gruppo INNOVATION che esprime le sue idee attraverso varie iniziative imprenditoriali tutte di respiro nazionale, divulgate attraverso la forte rete di consult management che da 25 anni propone gli strumenti commerciali e le proposte dei soci. Innovation Football permette agli appassionati di calcio, e non solo, di entrare nel suo progetto imprenditoriale per operare nella football economy attraverso la valorizzazione di asset commerciali, la formazione di nuove figure professionali inerenti il mondo del calcio. Innovation fa da incubatore ai progetti innovativi e tecnologici per affrontare la football economy in modo trasversale e moderno”.

“Perché proprio l’Avellino Calcio? Innanzitutto perché Avellino è il nostro capoluogo e noi siamo figli dell’imprenditoria e dello spirito di iniziativa e di sacrificio di questa terra. Non ci poteva essere un’altra squadra per Innovation Football. L’Avellino è una delle società di Lega Pro più prestigiose d’Italia, ha una storia ed un blasone di grandissimo livello ed ha club di tifosi in tutto il mondo. Il calcio ad Avellino è mediaticamente una delle piazze più seguite, la stampa è competente e battagliera ed opera nell’interesse dei tifosi e della squadra.
L’operazione Avellino ci permette di avere rapporti con tutte le società professionistiche che è una grandissima opportunità per il progetto Innovation Football e per i suoi soci. Pensiamo di dare alla società U.S. Avellino calcio 1912 il nostro supporto organizzativo, economico e relazionale al fine di creare stabilità, sicurezza e soprattutto riportare la squadra ai vecchi fasti. Forza Avellino calcio, sempre!

 

Innovation Football by Innovation Financial Solutions

www.ifs-soluzionifinanziarie.it

www.innovationfootball.it

www.ifs-miningfactory.com

 


18 Dicembre 2019
investire-nel-calcio-ivnestimenti-innovation-football.jpg

Scommesse e decreto dignità: sarebbe dovuto finire tutto, ma alcune società potrebbero aver trovato una scappatoia. Accordi con gli sponsor per pubblicità all’estero, mentre i siti di scommesse si sono trasformati in siti di informazione.

Ma che cos’è il decreto dignità?

Un po’ di storia… Nell’estate 2018 appena insediato, il primo Governo Conte tirò fuori un provvedimento, che oltre ad una stretta sui contratti a termine dichiarava anche guerra al gioco d’azzardo ed alla ludopatia. Vietata ogni forma di pubblicità per giochi e scommesse. Un blocco totale agli spot sul gioco d’azzardo e soprattutto le scommesse su eventi sportivi che avrebbe colpito, al momento dell’entrata in vigore del decreto, “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet”. A farne le spese, evidentemente molte società sportive (prime fra tutte quelle calcistiche) che fra i propri sponsor, partner avevano società di scommesse. Vietate inoltre, a partire dal 1 gennaio 2019, anche tutte le “sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive ed acustiche e la sovrimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità è vietata”.

INVESTIRE NELLA FOOTBALL ECONOMY? SCOPRI INNOVATIONFOOTBALL.IT

Gli impatti sul calcio

E giù un mare critiche perché, pur in presenza di una obiettivo meritevole, quello di tutelare  i soggetti più vulnerabili da quella che può diventare una dipendenza socio-economica dal gioco d’azzardo con veri e propri effetti anche sull’equilibrio familiare e con il rischio a dover ricorrere a prestiti usurari anche in considerazione delle rilevanti dimensioni che tale pratica ha assunto nel nostro Paese, erano in molti a ritenere che un divieto così rigido sarebbe andato a colpire anche una fonte di reddito importante per alcune categorie di imprese, quali i club sportivi ed in particolare quelli calcistici, ma anche tutto il mondo della comunicazione che ruota intorno alle scommesse in ambito sportivo. Non vi era infatti trasmissione sportiva che al suo interno non avesse uno spazio dedicato alle scommesse né giornale senza inserti di questo tipo o sito internet senza un banner di compagnie di betting. Ed il divieto di pubblicità ha colpito principalmente coloro che beneficiavano di queste forme di sponsorizzazione: i club sportivi, in particolare quelli calcistici, ma anche la stessa Federazione (molto controversa è stata la vicenda della sponsorizzazione degli azzurri con una primaria compagnia di scommesse sportive) e le varie Leghe professionistiche. La stessa Lega di Serie B ed il relativo campionato erano sponsorizzati proprio da un’altra di queste società!

Nessuna meraviglia per la preoccupazione delle società calcistiche e delle due principali Leghe di calcio espressa con due comunicati quasi gemelli. In questi comunicati si manifestava il timore di perdere un indotto importante per le società affiliate (facendo pure i numeri: 12 società avevano in corso un accordo di partecipazione con aziende del comparto betting che portava loro più di 1/5 degli investimenti pubblicitari e stavano per concludere degli accordi analoghi). Ma soprattutto una perdita di concorrenzialità del nostro calcio di fronte ai primari campionati stranieri in cui le società di gaming rappresentavano e tuttora rappresentano un’importante fonte di reddito per le società sportive. Anche in questo caso facendo i numeri le due Leghe avevano rilevato come quello delle scommesse sportive fosse il 5° settore fra gli investimenti pubblicitari nei 6 principali campionati europei e che in Premier League, punto di riferimento per tutti, il 45% dei club aveva come sponsor di maglia una società di betting e che tutti gli stadi erano attrezzati con un punto gaming al loro interno.

fonte: ilposticipo.it


9 Dicembre 2019
investire-nel-calcio-innovation-football.jpg

La finanza nel pallone. Dopo l’acquisto del 10% del Manchester City da parte del fondo Silver Lake che ha fatto decollare il valore del club inglese a quasi cinque miliardi di dollari, un altro big americano del private equity, Cvc, si muove sui campi di calcio.

Ma con due obiettivi ancora più ambiziosi: finanziare la prima edizione in Cina nel 2021 della Coppa del mondo per club allargata a 24 squadre e fare da pivot alla creazione di nuovi tornei che sfideranno i campionati più popolari.

Gli americani avrebbero già mosso i primi passi con la Fifa sul «Mondiale a 24» per un accordo che includa anche l’acquisizione dei diritti televisivi delle partite da vendere in seguito alle emittenti di tutto il mondo. Non solo. Secondo il Financial Times, Cvc sarebbe stato contattato dal Real Madrid per finanziare il progetto della Superlega. Il presidente dei Blancos, Florentino Perez, ha in mente il progetto da tempo e lo ha anche illustrato al presidente della Fifa, Gianni Infantino: creare una competizione riservata ai club più ricchi del mondo per l’intera stagione. Il piano prevedrebbe due divisioni a 20 squadre, composte quasi esclusivamente da club dei cinque maggiori campionati d’Europa: Inghilterra, Spagna, Francia, Germania e Italia. Promozioni e retrocessioni verrebbero mantenute, ma solo tra le due divisioni.

L’idea per le società di calcio è allettante (potrebbero raddoppiare i loro ricavi lasciando i rispettivi campionati nazionali) ma la sfida è temeraria anche perché leghe nazionali – così come l’Uefa e anche l’Eca, l’associazione dei club europei si sono già espresse contro la Superlega. E nel 2018 lo stesso Infantino della Fifa aveva già dichiarato che qualunque giocatore che avrebbe partecipato ad una competizione non approvata dalla federcalcio mondiale sarebbe stato automaticamente escluso dalla rispettiva nazionale.

SCOPRI INNOVATION FOOTBALL – INVESTI NELLA FOOTBALL ECONOMY

Di certo, lo sguardo è rivolto al 2024 quando scadrà l’attuale format della Champions League. Ne seguirà un nuovo calendario internazionale. Che potrebbe quindi tradursi in un peso maggiore dei tornei internazionali, in una riduzione del format di quelli nazionali e nella creazione di leghe regionali per i tornei meno importanti. Con questa rivoluzione, ispirata a un modello simile a quello dell’Nba nel basket. O alla nuova Coppa Davis sponsorizzata dal fondo Kosmos del difensore del Barcellona, Gerard Piquè, con un investimento di 2,5 miliardi di dollari: 18 squadre divise in 6 gironi che si sfidano nel giro di una settimana a Madrid. L’ipotesi di un Mondiale extra-large in autunno e di una Champions d’élite nel weekend spaventa chi gestisce i tornei nazionali, destinati all’estinzione, ma anche i puristi del calcio appassionati di storia e bandiere, non di match tra fondi e big corporation.

Nel frattempo, i colossi del web non stanno a guardare. Amazon Prime ha infatti sperimentato questa settimana la prima trasmissione in streaming di un turno della Premier League, il massimo campionato calcistico inglese. Battendo il suo precedente record di iscrizioni giornaliere nel Regno Unito e diventando il terzo incomodo tra Sky e British Telecom. Per comprare diritti tv di venti partite il colosso di Jeff Bezos ha pagato 105,5 milioni di euro.